EDITORIALE: Lupo ‘Ezechiele’ nel Paese di Bengodi … fin che la barca va ….

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Di Giuliano Monari

Facciamo un attimino il punto dopo la ‘scorpacciata’ di dirette sulla fuga dell’inafferrabile serbo-russo-croato-slavo e chiccazzosia non si sa bene Lupo Ezechiele: la belva dai mille volti, che appare e scompare sui social, con alias di ogni sorta come in un baillame mediatico distorto da psicopatico con espressioni più da ‘vip’ che da killer sanguinario …. Il quale, saltellando da una tana all’altra, sfugge abilmente a migliaia di agenti sotto i riflettori del Media. Le nostre strade sono infestate da tutor e autovelox utili più a far cassa per i comuni che a difendere il codice della strada dai contravventori. Vigili e finanzieri solerti multano la parrucchiera che si fa la piega da sè, il barista che nel proprio bar consuma un caffè, le mamme che al parco spalmano marmellata sulle fette di pane per darle ai bambini, l’imprenditore che scarica un metro fuori dal proprio cancello. Equitalia ci corre dietro senza pietà chiedendo milioni per pochi centesimi. Dei grandi evasori però nessuna traccia. E dei delinquenti nessuna traccia. Degli immigrati clandestini svaniti nel nulla sul nostro territorio nessuna traccia. Dei fantasmi dai tanti alias che fra barconi e centri accoglienza e campi rom vivono da predoni di poveracci nessuna traccia. Persino dei criminali passati per le patrie galere e poi scarcerati senza averne ricostruito una identità nessuna traccia. Ma se Caino assalta e Abele si difende, vale più il nessuno tocchi Caino. E chi se ne fotte di Abele se è vivo o se è morto, a meno che non abbia mostrato i muscoli e allora meglio punirlo. E se ti prendono con trecento dosi di droga in tasca, vivi tranquillo: dopo dodici ore sarai libero di andare in discoteca e massacrare a calci e pugni il primo che ti passa davanti. Il buonismo esasperato ha confuso il garantismo con l’impunità e lo Stato si fa forte con i deboli e debole con i forti. Siamo il Bengodi della criminalità, dove le leggi non funzionano e servono a nulla contro i delinquenti. Dove sotto inchiesta va l’agente che fa il suo dovere e non il malfattore cui spetta ogni attenuante. L’ultimo esempio è il killer di Budrio, Rambo dell’est in fuga da Molinella. Passato per i centri accoglienza e le prigioni italiane e regolarmente scarcerato per buona condotta senza sapere neppure come si chiamasse realmente nè dove sarebbe andato a far danni. Igor? Ezechiele? Paperino? È russo? E’ serbo? E’ un profugo sbarcato a Topolinia? E’ un ex militare? E’ un ex mercenario? E’ uno degli Avengers ribelli? Ha ucciso un uomo? Ha ucciso più uomini e stuprato una donna? Ha fatto strage di tutto il cucuzzaro? Nessuno lo sa. Intanto vive fra muschi e licheni, sfugge a mille uomini che lo cercano e terrorizza due province. E se ti entra in casa, secondo la giustizia italiana, gli devi offrire il caffè e farlo mettere comodo perchè se per sbaglio gli spari o sei un uomo morto o sei rovinato per sempre: i webeti da corteo ti diranno che sei un assassino, mentre i magistrati da libro ‘Cuore’ ti prenderanno la casa e prosciugheranno i conti per risarcirlo dello spavento. Come in un romanzo di Valerio Varesi fugge fra nebbie e delitti, paludi e casolari. Lì si aggira un mostro sanguinario che tiene in scacco un esercito. Si ciba di bacche e di sangue. Mentre questo Stato insegue uno scontrino e una finta misericordia, la brava gente è schiacciata fra una morale immonda che protegge i cacciatori e sadici tribunali che vessano le prede. Igor, Ezechiele o come cazzo si chiama è un uomo già morto perchè disposto a morire, che sta mettendo a nudo la paura di un popolo che vorrebbe invece vivere ma è schiacciato dalla inefficienza e dalle ideologie. Chissenefrega se il panettiere regala a un povero una pagnotta e non batte il registratore di cassa. Siamo in piena Pulp Fiction, ostaggi di una politica pagliaccia, dei suoi profeti pacifisti col culo degli altri e di pazzi psicopatici pronti a tutto, coccolati da teorie sociologiche e sbornie da politicamente corretto. Sparate a vista. E’ l’ultima occasione per tornare un paese civile, mentre ancora i negrieri si arricchiscono su sconosciuti giovinotti muscolosi e nativi digitali prelevati al largo e trasformati in profughi un tanto al chilo…

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