La Banca Centro Emilia approva in assemblea dei soci il bilancio d’esercizio 2017 con un utile di oltre 2 milioni di euro

Di Giuliano Monari – La Banca Centro Emilia approva in assemblea dei soci il bilancio d’esercizio 2017 con un utile di oltre 2 milioni di euro, e la proposta di distribuire un dividendo ai soci nella misura dell’ 1,2%. “E’ un risultato di cui andare orgogliosi – secondo Giovanni Govoni Direttore della BCC – frutto della fedeltà dei nostri soci e clienti e del lavoro compiuto dalla banca per sviluppare i ricavi, senza mai rinunciare ad erogare credito. Inoltre – continua Govoni- anche per l’esercizio 2017, la banca ha dovuto sostenere ingenti oneri (per ca. 600/m €) a favore dei Fondi di Garanzia per contribuire, tra l’altro, alla risoluzione di crisi in atto in altre BCC, risolte all’interno del perimetro del Credito Cooperativo, senza prevedere alcun intervento da parte dello Stato”. Cresce del 4,15% il numero dei clienti rispetto all’anno 2016 e dell’8,7% il numero dei soci che passano dai 7.781 del 2016 agli 8.456 di fine 2017. Entrambi segnali della fidelizzazione della banca sui territori d’elezione. Conseguentemente aumenta l’apporto di Capitale Sociale da parte di nuovi soci o da quelli storici rafforzando così, assieme all’accantonamento degli utili, gli indicatori di solidità della Banca: il CET1 Capital Ratio della banca a fine 2017 è pari al 16,06%, ben al di sopra dei requisiti minimi obbligatori. L’indicatore esprime il rapporto tra l’ammontare dei Fondi propri e le attività di rischio ponderate totali ed è preso a riferimento dalla rivista “Altroconsumo” per analizzare la solidità patrimoniale delle banche italiane; a Banca Centro Emilia ha assegnato un rating di 4 stelle su 5 collocandola tra quelle più solide del territorio. Allo stesso modo la banca ha perseguito nell’atteggiamento rigoroso e prudente accantonando ai fondi rischi per fronteggiare il deterioramento del credito e portando le coperture ai livelli più alti della categoria: 70,98% sulle sofferenze e circa il 59% sul credito deteriorato totale. La raccolta diretta segna un +1,2% rispetto al 2016 e l’indiretta si incrementa del 15% sul 2016, portando la massa amministrata totale a 906 Mil. di €. Un risultato dovuto alle scelte dei risparmiatori che, in una situazione di mercato più che mai incerta, hanno preferito le forme di risparmio gestito ed in particolare le Gestioni Patrimoniali proposte da Cassa Centrale Banca partner altamente professionale ed affidabile in grado di garantire un’adeguata consulenza e un’equilibrata diversificazione del portafoglio. Gli impieghi superano di slancio i 500 milioni di euro e sono in aumento del 7,78% rispetto a fine esercizio 2016, trainati essenzialmente dai mutui ipotecari e chirografari a sostegno delle imprese e delle famiglie; segno che la banca, nonostante la crisi economica non sia stata ancora del tutto superata, non rinuncia alla sua vocazione ad accompagnare l’economia reale del proprio territorio. In chiusur di lavori alla Pandurera il Presidente Giuseppe Accorsi ha aggiornato i soci sull’adesione della BCC di Corporeno a Cassa Centrale Banca che ha recentemente presentato alla BCE e a Banca d’Italia l’istanza di candidatura a capogruppo in virtù della Legge di Riforma del Credito Cooperativo del Governo Renzi. “Contribuiremo assieme ad altre 100 Banche – chiarisce Accorsi – a dare vita ad uno dei primi gruppi bancari del nostro paese. Siamo valutati, dal Gruppo Bancario Cooperativo di cui faremo parte- quello di Cassa Centrale Banca di Trento- con un rating di tripla A, avendo così il massimo livello di autonomia decisionale nel nostro territorio. Guardiamo dunque al futuro con serietà ed impegno, consapevoli del lavoro che ci attende ma anche forti della fiducia dei nostri clienti e di quella della Capogruppo che ci affida un importante ruolo nel territorio emiliano”. “Proprio in virtù di tale rapporto fiduciario, per meglio sfruttare le notevoli potenzialità del territorio emiliano, è stata pensata una aggregazione tra la nostra banca e il Credito Cooperativo Reggiano di Scandiano (RE) per dare luogo ad un unico istituto che coprirà una fascia di territorio nell’Emilia centrale che va dalla montagna reggiana al mare dei lidi ferraresi. L’operazione verrà declinata attraverso un piano industriale “ambizioso” che, forte della diversificazione settoriale (si passerà dalla meccatronica di R.E., all’automotive di Cento, al biomedicale di Mirandola, a tutte le filiere agroindustriali – formaggio, vino e pomodoro in primis – per arrivare al turistico “mari e monti”), permetterà di cogliere in uno l’opportunità di realizzare importanti economie di scala in punto costi, assieme ad aperture mirate e/o spostamenti di filiali per ‘chiudere’ i territori.” Il progetto di aggregazione, che andrà sottoposto all’esame delle autorità competenti e votato in una assemblea dedicata (attesa nell’autunno p.v.) dovrebbe perfezionarsi entro la fine dell’anno in corso e porterà ad una banca di 27 filiali, oltre 16.500 soci, circa 94 milioni di € di patrimonio, impieghi netti per 828 milioni di € e una raccolta totale di 1.517 milioni di €.

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