Il testamento di Tasi del 2019

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Il testamento di Tasi del 2019:
A incantare l’ultima domenica di carnevale, Iskra Menarini, ospite d’onore del palco di piazza Guercino: che con “Ti voglio bene” e “Attenti al lupo”, la “voce” di Lucio Dalla.
Tasi, maschera centese: “La cosa più seria rimasta a Cento è il carnevale” è stato il suo commento, “che nessuno può vendere o comprare: la città è in demolizione e il carnevale in espansione: un po’ alla volta l’ospedale è stato trasferito a Cona, la Cassa di Risparmio di Cento in Valtellina, la Vm a Detroit con la febbre a 40, la Partecipanza è commissariata e a Nonantola, la Cmv tagliata a pezzi e portata via”. Solo il carnevale rimane “l’unica fonte di soddisfazione dei centesi”.
Il cilindro di Tasi va a quello del pasticciere omonimo del primo cittadino, Fabrizio Toselli, così che possa riempire il cappello “con la sua testa da campione di pasticcini”. La camicia, Tasi la lascia a un professore universitario che andrà in pensone, Marco Pellizzoli, mentre la cravatta, rossa e bianca, ma soprattutto “benedetta 14 volte”, va al presidente della squadra di pallacanestro centese Gianni Fava. Passa il testimone della giacca al dentista Umberto Cadore, mentre i pantaloni vanno a “una ragazza non centese che vuole cambiare il mondo”, Vanina Picariello, presidente della consulta di Cento-Penzale. Le scarpe a Raffaele Bonzagni, detto “Baffo”, perché “ha fatto tanta strada senza timore ed esitazione, e altrettanta ne avrà da fare”. I bottoni vanno a chi “ha sempre lavorato poco e mangiato molto bene”, i “signori della democrazia del consiglio comunale”, e infine la volpe alla fondazione Caricento perché “possa fare un affare”.

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