PASSIONE E CORAGGIO ‘SECONDO CREPET’, partecipata conferenza al Piccolo Teatro Borselli

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Di Giuliano Monari – Una serata all’aperto nel cortile interno del Piccolo Teatro Borselli, mezzaluna e leggera brezza hanno fatto da cornice ad una conferenza molto partecipata – quasi 300 persone hanno partecipato – dello psicologo  Paolo Crepet, per la seconda volta ospite della struttura presieduta dall’eclettica Marina Malagodi. Un’occasione per togliere i veli da alcuni argomenti piuttosto attuali che ci vedono coinvolti tutti, in ogni momento della vita. Passione e coraggio secondo lo psicologo. Una disamina sagace, vera, fatta di segmenti di vita vissuta che hanno regalato ‘pillole’ di saggezza verace. Condivisibile. 

Viviamo un’epoca in cui tutto è a portata di click e facilitato dalle nuove tecnologie digitali, che funzionano come un rallentatore cognitivo ed emotivo rendendo tutto apparentemente fattibile e fruibile senza sforzo. Ma in tutto questo: che fine ha fatto la passione? Quella sfida lanciata al mondo e a stessi per continuare a migliorarsi, a sognare e a sperare, rischia un progressivo deperimento, se non addirittura l’estinzione. Paolo Crepet: ”I 40enni, una generazione ‘comoda’ che sta sprecando tempo senza passione, quella malta che tiene unite le pietre delle fondamenta dell’esistenza, l’anticorpo naturale alla paura, non c’è una vita vera né una visione del futuro. È per questo, che è necessario riaccenderla, invocarla e inseguirla. E soprattutto raccontarla, proprio come fa Paolo Crepet. Uomini e donne sulla soglia degli ‘anta’ che ancora vivono al ‘riparo’ dalle avversità della vita protetti da genitori asfissianti che credono di fare il loro bene e, invece, tarpano loro le ali. Negano gli errori, inevitabili per una crescita vera. Li tengono lontani dalle sfide della vita credendo di educarli, proteggerli (poveri 30enni!) e invece, tolgono loro la possibilità di scoprire 
cosa significa questo fuoco interiore necessario per tenere accesi i propri desideri e cercare di soddisfarli: Il rischio. Senza errori non si cresce. Senza sogni e senza ambizioni non si va da nessuna parte. Si vive una vita ‘tranquilla’. Ed è proprio quella tranquillità, la ‘bonaccia’ alla quale tutti anelano che sta sopprimendo la vitalità. Crepet, durante la serata, di fronte a circa 300 persone, in maggioranza donne, ha parlato compiutamente della ‘bonaccia’, quella condizione del mare che terrorizza i marinai di tutto il mondo, perchè ferma il viaggio, arresta ogni desiderio di scoperta. La bonaccia è quello a cui la maggioranza di noi ambisce. Essere tranquilli. Senza scosse. Senza sorprese. Ed è, invece, tutto il contrario la vita. E’ alzarsi con un sogno, affrontare la giornata con desiderio e curiosità. La curiosità, ecco la vera strada per la felicità. Un Crepet sempre sagace e pungente ha colto, ancora una volta nel segno. Ha sicuramente fornito spunti per dubbi e riflessioni.

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