‘TI SCRIVO CHE TI AMO’ IN BIBLIOTECA

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Dal 14 al 28 febbraio, alla Biblioteca comunale di Cento in piazzale della Rocca 2, si terrà l’esposizione ‘Ti scrivo che ti amo’, organizzata  dall’assessorato ai Servizi Bibliotecari sulla riproduzione di immagini di Peynet: teneri, romantici, innamorati, sono i “fidanzatini” di Raymond Peynet, famosissimo illustratore francese, nato a Parigi nel 1908 e scomparso nel 1999. 

Negli spazi della Biblioteca è allestita anche una mostra di testi dedicati all’amore per grandi e piccini. L’ingresso è libero.

Orari di apertura dell’esposizione: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30, sabato dalle 8.30 alle 13.

Gli innamorati più famosi del mondo creati dalla matita di Peynet sono nati nel 1942, in piena guerra mondiale: «… Durante la guerra mi trovavo alla stazione di Valence e là, in attesa della coincidenza, andai a fare due passi finché arrivai in un giardino, al cui centro vidi un “kiosque à musique”. Fu qui che mi venne l’ispirazione per un disegno. Rappresentai un gruppo di suonatori che al termine d’una esecuzione andavano via con gli strumenti nelle custodie, e uno solo continuava imperterrito a suonare il violino, dicendo al penultimo, già dietro agli altri: potete andare tranquilli, finisco da solo. Titolo del mio disegno: Sinfonia incompiuta. Spedii il disegno a Ric e Rac, un giornale per gli inglesi che si stampava a Parigi, ma l’impaginatore traendo lo spunto da una sola ragazza che ascoltava la musica, mise un altro titolo, Les amoureux de Peynet, e mi dissero che bisognava continuare: ecco come nacquero il poeta e la fidanzata».

Il mondo di Peynet è un mondo fiabesco, carico di suggestioni. Attualissimi ancora oggi, i “Fidanzatini” rievocano il sogno di una delicata raffinatezza sentimentale. «Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l’amore, la gentilezza, la tenerezza».

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