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Di GIULIANO MONARI
11 agosto 2010 - La replica del Comitato
Il Comitato Amici della BCE esprime stupore nel leggere le parole
di Fernando Di Tata nella nota inviata ai media e pubblicata in
questi giorni cui annuncia le sua uscita dal Comitato Amici della
BCE. Marco Rabboni, Presidente del Comitato Amici della BCE testimonia
lo stupore del Consiglio Direttivo del Comitato attraverso una nota:
"siamo stupiti dalle parole dell'amico Di Tata, quando, scrive nella
sua nota stampa che non sapeva gli scopi del Comitato. Fernando
Di Tata è un imprenditore affermato un "Self Made Men" una persona
stimata abituata ad approfondire tutti i progetti a cui è invitato
a partecipare, anche, nel caso del progetto del Comitato Amici della
BCE ha seguito tutte le fasi della sua costituzione; sottoscrivendo
in prima battuta, una richiesta di convocazione di una rappresentanza
del Gruppo, indirizzata ai vertici della Banca, alcuni giorni prima
lo svolgimento dell' Assemblea Generale dei Soci, poi con la sottoscrizione
della costituzione del Comitato e del suo Statuto, accettando di
entrare nel Direttivo. Sapeva, quindi, benissimo la missione del
gruppo e in tutte le occasioni d'incontro non ebbe mai nulla da
eccepire.
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Mi chiedo, quindi, cosa sia cambiato dall'ora a oggi? L'amico
Di Tata non spiega nella sua confusa nota quali siano le dichiarazioni
espresse dal Comitato dubbie ed artificiose (queste sono affermazioni
molto gravi) e ci sembra strano che, Di Tata persona accorta com'è,
s'avventuri in affermazioni senza riscontro. Tipico comportamento
di una persona costretta a dire delle cose che non pensa. E se fosse
così, mi chiedo il perché? Non vogliamo pensare cose "strane" sull'atteggiamento,
alquanto, strano Di Tata; vogliamo pensare, piuttosto, che sia incappato
involontariamente in una 'figuraccia' nei confronti dei Comitato
e dei Soci tutti della Banca. Il Comitato continuerà, anche, senza
Di Tata ad essere al fianco della Banca Centro Emilia come valore
aggiunto".
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