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Bufera sulla Fondazione Teatro Borgatti: Parla il presidente Giancarlo Mandrioli

Di GIULIANO MONARI

31 agosto 2010 - Bufera sulla Fondazione Teatro Borgatti. Parla il presidente Giancarlo Mandrioli

Dopo la 'bufera' innescata da Adriano Orlandini con dichiarazioni che non risparmiavano nulla e nessuno su quella che definiva una "gestione fallimentare" della Fondazione dalla sua creazione ad oggi, tanto da ipotizzarne il "commissariamento"; dopo molte dichiarazioni e prese di posizione, finalmente parla lui: il presidente dell'Istituzione Teatro Borgatti Giancarlo Mandrioli. Ed è un fiume in piena. "Da qualche tempo - esordisce - la stampa è letteralmente invasa da esternazioni riguardanti la Fondazione Teatro Borgatti, orchestrate dall'ex candidato sindaco del centro-sinistra, ed ora Presidente del consiglio comunale Adriano Orlandini. Ho evitato - spiega - fino ad ora repliche e risposte nella convinzione che le questioni finanziarie del Teatro andassero discusse nelle opportune sedi istituzionali e non sul palcoscenico di un burlesco teatrino mediatico; ma poiché le imprecisioni e la malafede rischiano di inficiare la corretta informazione, ho deciso di scendere in campo".

E spiega: "la perdita di esercizio della Fondazione Teatro relativa al 2009 era un evento previsto e da parte nostra da tempo annunciato. E' impossibile, infatti, chiudere in pareggio il bilancio di un Ente che ha ricevuto un trasferimento da parte del Socio Fondatore unico già inizialmente insufficiente alla copertura dei soli costi di gestione. D'altronde a questa tipologia di problemi avrebbe posto soluzione la Delibera di Consiglio Comunale del gennaio 2008 nella quale si prevedeva a consuntivo un trasferimento variabile, oltre alla quota fissa. E il Sindaco di Cento ha approvato, nell'Assemblea del 25 maggio scorso il ripianamento di tale perdita. Le spese di gestione sono troppo alte? Il personale è in esubero? La Fondazione Teatro fu costituita proprio per offrire una regolarità contrattuale a chi in teatro lavorava da anni in un regime di non protraibile precariato, e nel passaggio da Istituzione Teatro a Fondazione fu praticata una riduzione del personale dipendente corrispondente a tre unità". Per quanto riguarda la situazione economica "non è corretto parlare di 'buco finanziario', in quanto un buco corrisponderebbe ad un ammanco ingiustificato; qui si tratta di una 'perdita di esercizio' dovuta a costi documentati e controllati dai Revisori dei conti, nominati dal Sindaco. La Fondazione Teatro non è un ente privato, tanto che, avendo come socio fondatore un ente pubblico, per impegni di affidamento di servizi o acquisti che superino i 20.000 euro è tenuta ad indire una gara d'appalto". E sulle sue paventate dimissioni è lapidario: "sono stato nominato dal Sindaco e solo a lui riconosco l'autorità di sostituirmi o chiedere le mie dimissioni". Poi aggiunge e precisa che "impegni pressanti di tipo professionale "mi avevano fatto pensare alla possibilità di rimettere il mio mandato nelle mani del sindaco: non l'ho ancora fatto perché convinto che nei momenti difficili non bisogna abbandonare la nave in balia dei flutti che la vogliono fare affondare". Nel Sindaco Tuzet, nell'Assessore Biancardi e nel Direttore Generale Ambotta io e il CdA della Fondazione Teatro "abbiamo trovato interlocutori seri e attenti: ci siamo rimboccati le maniche per affrontare e risolvere insieme i problemi, disposti a fare ognuno la propria parte di interventi e sacrifici. Già numerose misure sono state prese per contenere le uscite, non ultima la mia personale decisione di dimezzare il mio compenso previsto per la carica di presidente e corrispondente, per Statuto, al compenso di un assessore, mentre gli altri componenti del CdA hanno rinunciato ai loro pur esigui gettoni di presenza. Abbiamo tutti un'onorevole professione, e non contiamo sui compensi derivanti da cariche pubbliche per 'sbarcare il lunario'". E chiosa: "non per queste prime difficoltà la Fondazione Teatro merita di essere soppressa".

 

 

 

 

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