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10 agosto, la notte di San Lorenzo: tutti con il naso all'insù

Di GIULIANO MONARI

9 agosto 2010 - 10 agosto, la notte di San Lorenzo

 

Quest'anno nella notte di San Lorenzo (10 agosto) potremo osservare uno spettacolo rarissimo, infatti poco prima della pioggia di stelle ci sarà uno splendido tramonto, e proprio durante il calar del sole se si guarda a ovest, si potranno vedere Venere, Marte e Saturno; che insieme formano un triangolo il quale durante la caduta delle stelle darà un effetto bellissimo alla notte, che sarà molto difficile dimenticare.

 

Le stelle che sono in procinto di vedersi dal 10 agosto, si potranno vedere già da stasera, ma il picco più intenso sarà previsto per il 13; il fenomeno durerà per circa 7 giorni e terrà moltissime persone con lo sguardo alzato. Gli sciami meteorici sono un fenomeno astronomico che prevede la caduta di un gran numero di meteore, e questo fenomeno a viene quando la terra attraversa l’orbita di una cometa che ha lasciato una serie di detriti. Entrando a contatto con l’atmosfera terrestre, questi detriti, che prendono il nome di stelle cadenti, si carbonizzano lasciando così delle splendide scie luminose, il quale affascinano per la loro bellezza.

Un po' di storia ... e un po' di leggenda

La notte del 10 agosto, ogni anno, gli occhi degli italiani nel mondo si rivolgono speranzosi al cielo, per cogliere al volo una stella cadente. Se scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all'interno dell'orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo (detti appunto Perseidi), culturalmente la pioggia di stelle è stata elaborata in modo più poetico. Questa notte è infatti, da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell'omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un'atmosfera magica e carica di speranza. In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca "Stella, mia bella stella, desidero che…", e si aspetta l'evento desiderato durante l'anno.

Nella tradizione popolare, le stelle del 10 agosto sono anche chiamate fuochi di San Lorenzo, poiché ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo. Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, nell'immaginario popolare l'idea dei lapilli volati in cielo ha preso piede, tanto che ancora oggi in Veneto un proverbio recita "San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti"."San Lorenzo" martirizzato, in un dipinto do P.P. Rubens, Monaco, Alte Pinakothek. Questa tradizione è così radicata e evocativa che anche il grande poeta Giovanni Pascoli vi dedicò un canto, chiamato X agosto, in cui rievocò la morte del padre ucciso in un'imboscata proprio quel giorno.

 

 

 

 

 

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