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Fernando Di Tata prende le distanze dal Comitato 'Amici della BCE' e si dimette: l'intervista

Di GIULIANO MONARI

9 agosto 2010 - Fernando Di Tata prende le distanze dal Comitato 'Amici della BCE' e si dimette

Fernando Di Tata

Costituitosi da appena un mese, il Comitato Amici della BCE (Banca Centro Emilia), perde già uno dei suoi pezzi più importanti: si è dimesso infatti dal gruppo dei fondatori dello stesso, Fernando Di Tata (foto), conosciutissimo imprenditore edile locale. "Quando ho aderito al gruppo degli amici della BCE non sapevo di aderire a un gruppo che andava 'contro' la BCE", dice Di Tata contestando e prendendo le distanze da alcune 'dichiarazioni' del neonato Comitato che fa capo al presidente Marco Rabboni, costituitosi ufficialmente lo scorso 30 giugno. Il Comitato vede tra i fondatori lo stesso Rabboni, dipendente, Raffaele Bonzagni, imprenditore, Stefania Ferioli, commercialista, Valeria Benfatti, imprenditrice, Thomas Tassinari, imprenditore e organizzatore di eventi (Porkys Beer), Fabio Ferioli, libero professionista, Denis Guidi, dirigente, Giovanni Rabboni, pensionato e Sergio Abbottoni, assicuratore. Il direttivo del Comitato è composto da: Marco Rabboni (presidente), Raffaele Bonzagni, Stefania Ferioli, Fabio Ferioli e Thomas Tassinari.

 

E Di Tata spiega di "essere contrario a questi tipi di adesioni 'vestite da amicizia', dopo alcune dichiarazioni del Comitato che non condivido. Per cui - dice l'imprenditore - recito un mea culpa e mi dimetto dal gruppo". E' risaputo - prosegue spiegando le ragioni delle sue dimissioni - ed è noto a tutti che la banca in questione ha vissuto un brutto momentaccio conclusosi con il commissariamento. Perciò sono pienamente d'accordo con il legittimo diritto di critica (per usare un termine finiano), da parte del Comitato, ma rompere i 'cosiddetti' è un altra cosa. La banca - sottolinea Di Tata - è amministrata da persone serie e responsabili, quindi non sono assolutamente d'accordo con questo tipo di proteste per un motivo molto semplice: non possono essere messe sulla piazza notizie dubbie e artificiose (solo per apparire, fare notizia, "scoop" o per protagonismo), che hanno il grandissimo potere di danneggiare un'azienda, o una persona, potere che non hanno invece notizie positive. No! - Accusa Di Tata -: questo non si può e non si deve assolutamente fare. Sappiamo tutti cosa vuol dire apparire sulla stampa, in che razza di labirinto si finisce e quanta fatica serve per uscirne, ammesso che se ne esca e neanche Dio sa, poi come se ne esce. Questo No! Con la BCE, ex Cassa Rurale, oltre ad essere socio, ho un rapporto di lavoro ormai trentennale e non ho mai avuto problemi di nessun tipo. Se nel passato ci sono state per qualcuno delle rogne, questo non credo possa essere imputato e addebitato agli attuali amministratori. Cosa centrano? Anche perché da quanto ne so la direzione non è composta da menefreghisti ma bensì da persone aperte e disponibili a trovare sempre ogni soluzione possibile".

 

 

 

 

 

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