Il Giornale di Cento
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"Il tema 'Cispadana' al centro di un incontro del PdCI Alto Ferrarese"

"ogni "grande opera" investe di problemi complessi il territorio interessato "

DI GIULIANO MONARI

Il PdCI: ogni "grande opera" investe di problemi complessi il territorio

La Cispadana - su cui la Regione investe risorse considerevoli - può aprire un processo virtuoso che metta un freno all'impoverimento complessivo del territorio e delle popolazioni che lo abitano, creando più possibilità di lavoro per le aziende, per le imprese, e quindi per i lavoratori e le lavoratrici. Il PdCI impegna le sue strutture locali e provinciali, gli uomini e le donne che operano in sua rappresentanza nelle istituzioni, a vigilare insieme alle amministrazioni locali e ai cittadini affinchè la realizzazione della Cispadana tenga conto il più possibile delle obiezioni sollevate dalle diverse parti e affinchè chi ha la responsabilità per farlo metta in atto tutti i procedimenti indispensabili a ridurre al minimo gli svantaggi e ad agevolare al massimo le ricadute positive sulle varie comunità coinvolte. Sorveglieremo inoltre che con la costruzione della cispadana si stanzino anche le risorse necessarie a migliorare la cosiddetta viabilità di collegamento, ugualmente necessaria, ed per riorganizzare la viabilità ordinaria, al fine di impedire che il traffico pesante che attraversa i centri abitati abbia conseguenze pesanti sulla sicurezza dei cittadini Siamo certi che se istituzioni, cittadini, forze produttive, associazioni e organizzazioni opereranno in sinergia in questa direzione, la realizzazione del progetto non potrà che portare benefici alle popolazioni dell'Alto Ferrarese, del Ferrarese, e delle provincie limitrofe (Modena e Reggio Emilia) parimenti interessate.

Notizia inserita (data e ora) 30-01-2012 19:12

La sezione PdCI Alto Ferrarese e la Segreteria provinciale del Partito dei comunisti italiani di Ferrara hanno discusso, in un incontro congiunto, la questione della Cispadana, che interessa diversi comuni dell'Alto Ferrarese e lo stesso comune di Ferrara. E' chiaro a tutti che ogni "grande opera" investe di problemi complessi il territorio interessato e chiama forze politiche e sociali, istituzioni e cittadini ad una valutazione attenta e non superficiale. Siamo cioè consapevoli che la guardia va tenuta alta per quanto riguarda l'impatto territoriale della Cispadana, la sua vicinanza a luoghi abitati, i terreni agricoli e le case di civile abitazione, il livello di inquinamento da traffico che oltre 60 Km di autostrada senz'altro portano con sé. Bene hanno fatto, dunque, sia i sindaci dei comuni coinvolti che i cittadini ed i loro comitati a chiedere che la realizzazione della Cispadana abbia vincoli precisi, discussi ampiamente e determinati da provvedimenti regionali che mettano al primo posto l'interesse pubblico. Chi vive da sempre nel Ferrarese conosce la storia di questo territorio, lontano dall'asse principale di trasporto e comunicazione, la Via Emilia, una lontananza chiamata più volte in causa, negli anni passati, perché ritenuta determinante della situazione di "sottosviluppo", rispetto ad altri territori regionali, che faceva accomunare il Ferrarese addirittura ad una provincia del Sud. Anche le difficoltà dei collegamenti ferroviari andavano a rafforzare questa situazione, tanto più grave nelle zone in cui i tratti ferroviari sono via via stati soppressi o resi meno efficienti per il trasporto delle persone e delle merci. Noi riteniamo che la Cispadana possa costituire, per il nostro territorio, un'occasione. Agevolando collegamenti e circolazione di persone e merci, un asse viario alternativo a quello consolidato della Via Emilia, può attrarre, nel medio periodo, investimenti artigianali ed industriali, mettendo un freno al processo di deindustrializzazione che colpisce il Ferrarese da anni, e che si è particolarmente aggravato con la crisi in corso. Deindustrializzazione significa - come è sotto gli occhi di tutti - perdita di posti di lavoro, impoverimento di famiglie ed intere fasce di popolazione, calo dei consumi, maggior difficoltà per i giovani ad inserirsi nella vita produttiva e a conquistare autonomia e indipendenza.

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