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DI GIULIANO MONARI
Il PdCI: ogni "grande opera" investe di problemi complessi il
territorio
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La Cispadana - su cui la Regione investe risorse considerevoli
- può aprire un processo virtuoso che metta un freno all'impoverimento
complessivo del territorio e delle popolazioni che lo abitano, creando
più possibilità di lavoro per le aziende, per le imprese, e quindi
per i lavoratori e le lavoratrici. Il PdCI impegna le sue strutture
locali e provinciali, gli uomini e le donne che operano in sua rappresentanza
nelle istituzioni, a vigilare insieme alle amministrazioni locali
e ai cittadini affinchè la realizzazione della Cispadana tenga conto
il più possibile delle obiezioni sollevate dalle diverse parti e
affinchè chi ha la responsabilità per farlo metta in atto tutti
i procedimenti indispensabili a ridurre al minimo gli svantaggi
e ad agevolare al massimo le ricadute positive sulle varie comunità
coinvolte. Sorveglieremo inoltre che con la costruzione della cispadana
si stanzino anche le risorse necessarie a migliorare la cosiddetta
viabilità di collegamento, ugualmente necessaria, ed per riorganizzare
la viabilità ordinaria, al fine di impedire che il traffico pesante
che attraversa i centri abitati abbia conseguenze pesanti sulla
sicurezza dei cittadini Siamo certi che se istituzioni, cittadini,
forze produttive, associazioni e organizzazioni opereranno in sinergia
in questa direzione, la realizzazione del progetto non potrà che
portare benefici alle popolazioni dell'Alto Ferrarese, del Ferrarese,
e delle provincie limitrofe (Modena e Reggio Emilia) parimenti interessate.
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La sezione PdCI Alto Ferrarese e la Segreteria provinciale del
Partito dei comunisti italiani di Ferrara hanno discusso, in un
incontro congiunto, la questione della Cispadana, che interessa
diversi comuni dell'Alto Ferrarese e lo stesso comune di Ferrara.
E' chiaro a tutti che ogni "grande opera" investe di problemi complessi
il territorio interessato e chiama forze politiche e sociali, istituzioni
e cittadini ad una valutazione attenta e non superficiale. Siamo
cioè consapevoli che la guardia va tenuta alta per quanto riguarda
l'impatto territoriale della Cispadana, la sua vicinanza a luoghi
abitati, i terreni agricoli e le case di civile abitazione, il livello
di inquinamento da traffico che oltre 60 Km di autostrada senz'altro
portano con sé. Bene hanno fatto, dunque, sia i sindaci dei comuni
coinvolti che i cittadini ed i loro comitati a chiedere che la realizzazione
della Cispadana abbia vincoli precisi, discussi ampiamente e determinati
da provvedimenti regionali che mettano al primo posto l'interesse
pubblico. Chi vive da sempre nel Ferrarese conosce la storia di
questo territorio, lontano dall'asse principale di trasporto e comunicazione,
la Via Emilia, una lontananza chiamata più volte in causa, negli
anni passati, perché ritenuta determinante della situazione di "sottosviluppo",
rispetto ad altri territori regionali, che faceva accomunare il
Ferrarese addirittura ad una provincia del Sud. Anche le difficoltà
dei collegamenti ferroviari andavano a rafforzare questa situazione,
tanto più grave nelle zone in cui i tratti ferroviari sono via via
stati soppressi o resi meno efficienti per il trasporto delle persone
e delle merci. Noi riteniamo che la Cispadana possa costituire,
per il nostro territorio, un'occasione. Agevolando collegamenti
e circolazione di persone e merci, un asse viario alternativo a
quello consolidato della Via Emilia, può attrarre, nel medio periodo,
investimenti artigianali ed industriali, mettendo un freno al processo
di deindustrializzazione che colpisce il Ferrarese da anni, e che
si è particolarmente aggravato con la crisi in corso. Deindustrializzazione
significa - come è sotto gli occhi di tutti - perdita di posti di
lavoro, impoverimento di famiglie ed intere fasce di popolazione,
calo dei consumi, maggior difficoltà per i giovani ad inserirsi
nella vita produttiva e a conquistare autonomia e indipendenza.
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