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30 luglio 2010 - Fondazione Teatro a rischio commissariamento
Adriano Orlandini
E' una vera e propria bomba quella fatta scoppiare da Adriano Orlandini
il giorno stesso che la Fondazione Teatro Borgatti chiude per ferie
estive. E lo sfogo del presidente del consiglio comunale non risparmia
nulla e nessuno su quella che definisce una "gestione fallimentare"
della Fondazione dalla sua creazione ad oggi. Tanto da ipotizzarne
il commissariamento.
"Come si è appreso dalla stampa e come da me già previsto
in Consiglio comunale tre anni fa (quando fu istituita la Fondazione
Teatro Borgatti)- scrive Adriano Orlandini -, siamo purtroppo arrivati
al 'redde rationem'. E non poteva essere diversamente, perché
la Fondazione Teatro è stata ideata male e gestita peggio - affonda
Orlandini -. Ideata male, perché è stata concessa un'autonomia pressoché
totale, e senza alcuna possibilità di controllo, ad una Fondazione
di fatto posseduta e finanziata dal Comune con 480.000 euro annui
(cioè ben 14 euro per ogni abitante del Comune.). Gestita peggio,
perché ad una pessima ideazione è seguita una gestione economica
che a questo punto - rincara - non può non essere definita 'fallimentare'...
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Ma quali possono essere i rimedi? 1) Si deve innanzitutto commissariare
la Fondazione. Con un passivo di 129.000 euro del consuntivo
2009, a cui ogni mese si stanno assommando altri 10.000 euro, il
commissariamento è divenuto una \'condicio sine qua non\'. 2) Si
debbono cercare nuovi soci: penso innanzi tutto alle Fondazioni
del territorio e al sistema bancario locale, ma penso anche agli
"Imprenditori centesi per la Cultura" e ai tanti industriali ed
artigiani che, nonostante la crisi in atto, formano ancora un tessuto
connettivo davvero solido e da sempre sensibile alle esigenze culturali
della comunità. 3) Si debbono subito adottare misure concrete
per la riduzione delle spese di personale, iniziando con dei
part-time tra i ben 12 dipendenti (alcuni sottoutilizzati per lunghi
periodi estivi.), ma anche con una esternalizzazione dei servizi
e soprattutto con lo sfoltimento drastico della pletorica struttura
burocratica, che, oltre ai 12 dipendenti, prevede un Presidente,
un segretario generale, un direttore artistico, un direttore musicale
e ben tre revisori dei conti (manco fossimo alla Scala.). 4) Il
teatro di Cento si deve consorziare con altri teatri, che abbiano
tipologie simili alla nostra e che abbiano dimostrato di funzionare
meglio della nostra. Penso, ad esempio, al Teatro Consorziale di
Budrio che, con meno della metà dei nostri dipendenti, ha una stagione
che qualitativamente e quantitativamente non ha assolutamente nulla
da invidiare alla nostra, pur costando al Comune di Budrio meno
della metà della nostra. 5) Si deve ripensare alla funzione di
quel "pozzo di San Patrizio" che è la Pandurera, costruita in
tempi di vacche grasse, ma la cui gestione è assolutamente insostenibile
in un tempo di vacche magre, anzi magrissime, come l'attuale. Ma
quasi tutto ciò deve essere fatto in tempi davvero rapidi. Si è
già perso anche troppo tempo e non si può correre il rischio che
addirittura salti la stagione teatrale. E non si deve dimenticare
che il 15 agosto 2011 cadono i 150 anni dell'apertura del nostro
bel teatro". Adriano Orlandini
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