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Di GIULIANO LODI
23 maggio 2010 - E' serie C

L'IMPRESA MARTINELLI CENTO CONQUISTA LA SERIE C - AGS Evolution
in festa per questa impresa maturata nel corso di una stagione eccezionale
- Soddisfazione dello sponsor Martinelli che continuerà a sostenere
la società nella futura stagione (Dalla cronaca della gara 2 con
il Truzzi decisiva per il passaggio in serie C) Infliggendo, con
un secco 3-0, un'ulteriore sconfitta ( 5 sui 5 incontri disputati
durante tutta la stagione) al Poggio Rusco, la Martinelli Cento
chiude con un ricordo indelebile nella sua storia, l'annata 2009/10:
la promozione in serie C, il primo campionato regionale. Le giallonere
venivano dalla vittoria, nella gara d'andata sempre per 3-0, di
martedì in terra mantovana, ma per il regolamento avevano bisogno
di un'ulteriore conferma positiva per raggiungere un traguardo storico
ed inimmaginabile. …… Ma le parole del tecnico e l'incessante incitamento
del proprio pubblico fanno breccia nel cuore delle giallonere, le
quali tutte insieme, di gruppo, come è sempre stato, nel momento
del bisogno mettono fuori tutto il carattere……. Ferioli in battuta
da il via alla chiusura. Ancora grandi difese centesi e le rigiocate
punto di Minarelli e Forni portano il 23-17. Poi un muro di Alberghini
regala l'ultimo punto (25-18) e consente il via ai festeggiamenti.
E questa volta è SERIE C !!! Per una volta ho lasciato nella cronaca
della gara solo i punti più emozionanti , quelli in cui sono stati
tanti i protagonisti che hanno influito positivamente sul proseguimento
e sul finale grandioso della partita che ha scatenato la festa al
Palasport di Cento. E sempre una meritatissima eccezione voglio
fare per il tecnico che ha contribuito con il suo impegno, la sua
puntigliosità, la sua sempre attenta analisi delle partite e ricerca
delle mosse future, la sua consapevolezza che le scelte fatte per
la squadra ed il risultato non sempre vengono comprese ed accettate,
per tante cose insomma fatte nell'interesse della squadra e della
società ; lascio al tecnico Alessandro De Filippi lo spazio che
io chiamerei FOTOGRAMMI DI UN RISULTATO ESALTANTE conquistato da
una squadra eccezionale. La mia gratitudine alla squadra per avermi
fatto vivere una stagione indimenticabile. E' un risultato meritato,
perché cercato, voluto, a volte sognato o sperato, che strada facendo
ha consentito alle ragazze di accrescere la propria autostima prendendo
atto delle proprie potenzialità non sempre espresse. Un risultato
meritato anche perché ottenuto senza nessun genere di aiuto esterno,
anzi, a dire il vero più di qualcuno ha sperato che ciò non avvenisse
provando anche a mettersi di traverso per impedire il passaggio
alle giallonere. Ma questo ha solo aumentato l'ardore ed il desiderio
del gruppo di raggiungere questa meta. Un risultato meritato perché
raggiunto nel silenzio, senza sbandierare i propri problemi; non
siamo andati in giro, per costruirci degli alibi, a dire che questo
gruppo nell'ultimo mese di campionato, quando era ancora in corsa
per giocarsi la promozione diretta, ha dovuto fare a meno di Abbottoni
per infortunio, che Ferioli dietro consiglio dei medici doveva fermarsi
per problemi di salute, che Forni giocava con un'infiammazione cronica
alla spalla. Il gruppo ha sopperito a queste carenze attingendo
ad energie fisiche e mentali dal proprio interno, lasciando le parole
agli altri ed occupandosi di fare solo i fatti concreti, come dimostrano
gli esiti perentori delle gare finali della stagione ( solo il Sassuolo
è riuscito e con grande fatica. 3-2 a fermare le giallonere) e dei
play-off dove l'applicazione delle disposizioni tattiche studiate
dall'allenatore è stata pressoché completa, cosa che non sempre
però era avvenuta durante la stagione, con esiti negativi. Un risultato
sorprendente perché, comunque,non programmato, in quanto l'obiettivo
era quello di migliorare il 7° posto dell'anno scorso, inaspettato
e soprattutto non considerato alla luce soprattutto dell'avvio mediocre
di stagione. Dopo sette gare la squadra era al 9° posto, in una
classifica centro-bassa, con già 7 punti di distacco dalla vetta,
ma in pratica inesorabilmente avviata ad un campionato mediocre.
La svolta è stata dopo la bruciante, secca e meritata sconfitta
ad Argelato. Nella settimana, nel chiuso della palestra, ci siamo
guardati tutti in faccia; l'allenatore ha chiarito, con decisione
che questo gruppo non rappresentava quanto stava facendo vedere;
il valore era molto più alto ma per pigrizia, mancanza apparente
di stimoli, ambizioni concrete e motivazioni reali non lo dimostrava.
Era il momento di chiarirsi e chiarire al tecnico ed alla società
( che al contrario erano ben motivati) quali fossero le intenzioni
delle atlete, ma con fatti concreti e non a parole. Infine un'ulteriore
stimolo e motivazione a crederci era quella che, come pungolava
il tecnico, quella di quest'anno era forse l'ultima, o una delle
ultime occasioni, vista l'età abbastanza elevata in media, per qualcuna
di ottenere un risultato di prestigio nella propria carriera pallavolistica.
Da quella settimana qualcosa è scattato nella mente delle ragazze
ed è iniziata, proprio con il Poggio Rusco che veniva affrontato
da capolista, una rimonta che ha portato la Martinelli a chiudere
il girone d'andata al secondo posto, facendo altre vittime illustri
come la Pavullese, anch'essa affrontata da capolista. Un risultato
meritato, perché le ragazze hanno, come chiedeva l'allenatore (che,
davvero non so perché, ci ho sempre creduto, e forse ero l'unico)
"coltivato l'ambizione" e continuato a coltivarla.
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Sono arrivate le vittorie a Crevalcore (sotto di due set a zero),
contro Fiorano (capolista), la rivincita secca contro il mediocre
Maranello che all'andata ci aveva battuto, e la lezione di tattica,
voglia e grinta restituita alle ragazze del coriaceo Argelato. Poi
è arrivata anche la vittoria a Poggio Rusco che ha in pratica consentito
di portarsi ad un solo punto di distacco dalla capolista Fiorano,
la quale era oramai in grande difficoltà. Qui c'è stato un momento
di rilassamento, affiorava qualche difficoltà interna, ma l'allenatore
ha cercato di spronare il gruppo ribadendo il concetto che l'ambizione,
se c'è, va continuamente alimentata, curata, coltivata ed irrorata
come una pianta. L'allenatore ci credeva sinceramente quando eravamo
lontani 7 punti dalla vetta, figuriamoci se non ci credeva adesso
che si era solo un punto sotto. Ma in campo ci vanno le atlete e
se non c'è il supporto di esse, qualunque cosa dica o faccia l'allenatore
non serve. Passando da due scivoloni, a S. Felice ed in casa contro
S. Giovanni, che l'allenatore ha cercato con tutte le sue forze
di far passare senza strascichi mentali, ma nello stesso tempo cercando
di richiamare all'attenzione il gruppo poiché si stava facendo sfuggire
dalle mani qualcosa d'importante. Si è giunti così alla gara di
Pavullo, tesa ed attesa per le polemiche scatenate dal tecnico appenninico.
Qui c'è stata forse l'ulteriore presa di coscienza delle potenzialità
del gruppo che ha concretamente finalmente iniziato a crederci davvero.
E' stata una vittoria importante. Poi è arrivata la sfortunata gara
contro il Sassuolo, la sconfitta per 3-2, giocando senza Abbottoni
e con il concretizzarsi definitivo dei problemi di salute per Ferioli.
Solo un miracolo poteva adesso dare la promozione alle centesi,
ma forse obiettivamente era troppo, soprattutto per sportività nei
confronti di un Sassuolo che insieme a noi ha fatto un girone di
ritorno spettacolare, dimostrandosi,alla fine, meritatamente la
più forte. Ma qui il gruppo si è compattato, ben sostituendo le
assenti ed aiutando, responsabilizzandosi il più possibile, Ferioli
in gara, con l'allenatore intento nel compito di medico pronto ad
usare il defibrillatore nel caso di crisi di sfiducia o di paura
di non farcela, ricordando loro che comunque noi avevamo i play-off
in pugno e che occorreva dare il massimo per ottenere una griglia
migliore possibile per giocarsi al meglio le opportunità che avremmo
avuto successivamente. E quanto avvenuto in futuro, con gli accoppiamenti
che si sono poi generati grazie alle ultime vittorie di campionato,
a conti fatti gli hanno dato ragione!! Un risultato meritato, perché
abbiamo giocato i play-off in maniera spettacolare, limitando i
danni a Ferrara contro il Benatti ed infliggendo loro una lezione
di tecnica, carattere e tattica al ritorno in casa. Per me è stata
la più bella partita dell'annata, dove c'è stata la completa simbiosi
tra atlete e tecnico, dove la preparazione tattica dell'allenatore
è stata messa in pratica alla perfezione dalle ragazze. E questo
è sempre un motivo di grande gratificazione e soddisfazione per
un allenatore. Infine le due finali contro il Poggio Rusco, dove
occorreva attenzione, positività, determinazione per confermare
alle avversarie la nostra superiorità. Noi non dovevamo scivolare
sull'ultimo gradino ed al resto avrebbero pensato loro. E così è
stato!! Alla luce di quanto detto i meriti di questo risultato vanno
condivisi in un gruppo ristretto di persone. Alla società nella
persona di Giuliano Lodi, in quanto lo ripaga di tutti i sacrifici
fatti in tanti anni di conduzione pressoché solitaria e quindi con
tante difficoltà del sodalizio; allo sponsor principale, il signor
Martinelli, che è sempre stato vicino a tutti; all'accompagnatrice
Cristina Trentini anche per il suo utile compito aggiunto di baby-sitter.
Poi arriviamo alle atlete; a tutte sia chi ha giocato di più sia
a chi di meno; quindi non solo ad Abbottoni, Forni, Minarelli, Ferioli,
Vancini, Alberghini e Chiara Balboni ( per i tifosi "santa subito"),
più protagoniste, ma soprattutto, proprio perché meno alla ribalta
a Gilli perché è sempre positivamente subentrata alle compagne in
momenti difficili e soprattutto nell'ultimo mese quando in gare
importanti ha sostituito Abbottoni; a Pietrangelo sempre utile quando
chiamata in causa anche per compiti tattici, oscuri, di sacrificio,
poco remunerativi in termini di punti ma molto gratificanti per
il raggiungimento dell'obiettivo di gruppo, come nella gara di ritorno
play-off contro il Benatti Ferrara dove si è anche infortunata;
a Suffritti costantemente pronta a dare una mano nei fondamentali
di seconda linea in aiuto e soccorso nei momenti di difficoltà;
a Ferraresi improvvisamente chiamata a prendere le redini in mano
della squadra a causa della salute della Ferioli, ma sempre senza
paura di sbagliare, cercando ed anche ottenendo la fiducia della
proprie compagne come quando ha dato una svolta alle gare contro
Fiorano e Benatti Ferrara con "colpi a sorpresa" in momenti di difficoltà
della squadra; a Barbara Lodi e Marcella Balboni, chiamate spesso
ad essere jolly nei ruoli (anche grazie alla loro esperienza e disponibilità),
ma soprattutto per l'apporto ed il supporto morale e caratteriale
che hanno dato alle compagne; a Capriz e Lugli, poco utilizzate
in partita ma che con il loro apporto negli allenamenti hanno consentito
alle compagne di impegnarsi. Se poi, mi è concesso un pizzico, di
merito, vorrei prendermelo io come allenatore, per l'impegno profuso,
la pazienza (spesso anche troppa) che ho dovuto avere, i compromessi
con me stesso che ho ritenuto di dover prendere (ma sempre in funzione
dell'obiettivo per cui ci si stava impegnando), ma soprattutto per
la preparazione dedicata alle gare, studiando gli avversari, avendo
anche il coraggio di rischiare nelle scelte tattiche, con la consapevolezza
che se le cose non fossero andate per il verso giusto, in quanto
le ragazze non fossero state in grado o non avessero voluto applicare
i miei suggerimenti, mi sarei ritrovato da solo a combattere contro
tutti; ma forse me lo merito perché ostinatamente, ma a ragion veduta,
ci ho sempre creduto e sono riuscito gradatamente a convincere di
questo anche le atlete, facendo crescere in loro l'autostima ( perché
vederle giocare nei play-off è stato davvero un gran piacere), il
desiderio, la voglia e la determinazione di raggiungere questa promozione.
Infine, per chiudere il gruppo di persone a cui va il merito di
avere raggiunto questa Serie C, vanno menzionati i ragazzi che ci
hanno sempre seguito anche in trasferta ed ai quali, qualche volta,
anche con le maniere forti, hanno impedito di incoraggiare le nostre
atlete con il loro tifo, rumoroso ma mai volgare, scorretto ed antisportivo.
Grazie a tutti !!
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