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Puoi spiegare ai nostri lettori i motivi del tuo allontanamento
dalla politica locale?
Più che allontanamento la mia è stata una dolorosa presa d'atto
d'incompatibilità, maturata nel momento in cui il centrosinistra
centese ha voluto suicidarsi politicamente candidando Adriano Orlandini
a Sindaco, buttando a Reno tutto quanto di buono costruito con l'opposizione
di Progetto Democratico Centese alla Bregoli e ApC. I più maligni
hanno detto che me ne sono andato perché cacciato dalla Margherita
o perché volevo essere io il candidato: nulla di più falso. La mia
candidatura era saltata da tempo e io stesso avevo proposto altre
persone, tutte degne e capaci, per le quali mi sarei speso volentieri,
ma ormai i giochi partitici e gli interessi di parte avevano preso
il sopravvento. Doveva essere Orlandini e così è stato. E io ho
tolto il disturbo due mesi prima delle elezioni amministrative del
2006. Poi i fatti mi hanno dato ragione e il paradosso è che attorno
alla mia persona è stato fatto calare un oblio interessato.
Come è nata la passione per la politica?
La passione per la politica l'ho sempre avuta e si è concretizzata
dopo una telefonata dell'amico compianto Angelo Zarri. Mi disse
che aveva sentito parlare di me e che avrebbe voluto avermi nella
lista dell'Ulivo in occasione della sua candidatura a Sindaco. Da
cattolico democratico, accettai. Poi perdemmo le elezioni e gli
amici del Ppi mi chiesero di diventare segretario comunale. Sono
cresciuto politicamente con a fianco grandi esempi di dedizione
e impegno politico, che mi hanno fatto capire l'importanza della
Politica e della ricerca e attuazione del bene comune. Su tutti,
ricordo con particolare affetto il prof. Tartarini.
Un tuo giudizio sulla situazione in generale a Cento.
Il mio non è un giudizio ma una constatazione dei fatti: a Cento
non esiste da anni uno straccio di politica e di progetto sociale.
Si vivacchia alla giornata e chi comanda si adagia sul proprio potere
senza confrontarsi. Le conseguenze sono quelle che tutti constatiamo
ogni giorno.
Ritieni che l'elezione di Bersani alla segreteria del PD possa
avere ripercussioni anche sul PD locale?
Da semplice osservatore esterno, registro che le conseguenze sono
già in atto: basta cliccare su questo stesso sito di Area Centese
su "lettere al direttore" e leggere quanto scrivono i sostenitori
centesi di Bersani nei confronti della segreteria comunale del Pd
che ha scelto di appoggiare Franceschini. Dopo sei mesi di fase
congressuale nazionale, è già iniziata la battaglia congressuale
comunale che durerà sino alla prossima primavera. Sicuramente un
fulgido esempio di democrazia (e lo dico senza ironia) ma le conseguenze
sono che il Pd a Cento non è percepito come forza politica capace
di opporsi all'armata Brancaleone di Tuzet e tantomeno di esserne
una valida alternativa. E le percezioni dei cittadini, in politica,
diventano spesso fatti concreti al momento del voto.
I temi principali sui cui un po' tutti discutono sono crisi
economica, via Santa Liberata, immigrazione e crocefisso nelle scuole,
vorremmo da te un'opinione su queste importanti tematiche.
Rispondere sinteticamente a questi argomenti è cosa ardua ma cercherò
di farlo in ottica locale : Crisi economica - la cosa che più mi
preoccupa sono le conseguenze sul mondo del lavoro, che mi risultano
già esser state pesanti nel nostro territorio a vocazione metalmeccanica.
Il futuro non lo conosco, anche perché non è facile capire dove
stia la verità tra chi prospetta apocalissi e chi invece afferma
che il peggio è passato. Una cosa è certa: conosco molte persone
in cassa integrazione e vedo molte realtà commerciali, soprattutto
nel centro storico, chiuse o in evidente difficoltà. Santa Liberata
- Ho aderito e contribuito alla raccolta di firme e quindi sono
uno tra i tanti centesi che secondo l'amministrazione è stato plagiato
dalla sinistra e dai comitati civici. Dico solo che il territorio
è il bene più prezioso che abbiamo e saperlo nelle mani di questi
amministratori, che non si confrontano e non discutono con le varie
realtà centesi, mi tremano le vene nei polsi. Immigrazione e Crocifissi
nelle scuole - argomenti troppo vasti per una disamina breve. Mi
limito a registrare che attorno a questi argomenti esiste tanta
ipocrisia da parte di alcuni partiti, che dopo aver basato la propria
azione politica sulla paura della gente nei confronti dello straniero,
pubblicizzando il binomio irresponsabile immigrazione/delinquenza,
ora usano persino il Crocifisso a sostegno delle proprie tesi politiche.
Il problema è che queste gravi ipocrisie pagano sotto il profilo
elettorale. E qui i centesi dovrebbero veramente compiere una riflessione.
Francesco Rutelli ha fondato un nuovo movimento Alleanza per
l'Italia, ritieni, visto l'avvicinarsi delle elezioni Comunali,
che ci possa essere una possibilità di portare A.P.I. anche e a
Cento?
Quando il mio carissimo amico Piero Lodi, attuale segretario comunale
del Pd, mi ha chiesto se vi erano possibilità di un mio avvicinamento
al Pd, erano appena terminate le elezioni provinciali di quest'anno.
Gli dissi che vedevo con particolare interesse a quanto avvenuto
nella provincia di Trento, dove Dellai, pur non facendo parte del
Pd, era riuscito a riconfermarsi alla presidenza con una lista locale
insieme al centro moderato dell'Udc e il Pd stesso. Di questa idea
ne ho parlato con alcuni amici e devo ammettere che ho visto molti
occhi dubbiosi. Forse qualcuno mi ha considerato fuori di testa.
Ora Rutelli è uscito dal Pd perché non si riconosce in questo partito
proseguimento dei Ds e ha formato, insieme a Dellai, Tabacci ed
altri, Alleanza per l'Italia, con l'intento di superare la contrapposizione
destra/sinistra e unire un centro moderato che "guardi a sinistra".
Se mi si chiede se esiste a Cento uno spazio politico per un progetto
di questo tipo, rispondo, a costo di risultare superbo, che io ho
pensato a questo progetto in tempi non sospetti.
In molti ritengono le liste civiche già superate...sei d'accordo?
Ho sempre osteggiato la lista civica Alleanza per Cento, anche
quando fare ciò era come bestemmiare in Chiesa. Il motivo principale
era perché ritenevo che Cento non potesse permettersi la sterilità
di una politica civica, senza alcun riferimento e collegamento con
la provincia, regione e lo Stato. E di questo isolamento durato
ben tre mandati tra Fava e Bregoli, ne stiamo pagando ora le conseguenze.
Ritengo quindi che le risposte alle esigenze di Cento non possano
arrivare da un gruppetto di persone scollegate da tutto il resto,
ma da realtà locali che insieme a partiti politici, possano sviluppare
una Politica capace di dare risposte concrete alle tante esigenze
del nostro comune. I partiti che ora siedono in Consiglio comunale
hanno dimostrato di non riuscirci. Forse, con l'aiuto di una lista
locale seria, fatta di persone che si mettono in gioco per la collettività
e non per se stessi, si riuscirà ad avviare un meccanismo democratico
che possa far uscire Cento dallo stallo in cui si trova da tanti
anni.
A cura di Marco Cevolani 
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