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Da chi e' organizzata la serata?
Dal Jazz club Cento in collaborazione con la Pro-Loco.
Da quanti anni calcate il panorama musicale centese, e non solo?
E' ormai dall'86 che facciamo questa vitaccia di passaggi tra
un locale e l'altro, suoniamo in tutte le manifestazioni che ci
capitano a tiro. Soprattutto in club e pub locali dove si puo' suonare
la musica blues, il nostro tema dominante.
A chi venne l'ormai noto nome della band?
Venne a me! Stavamo bevendo una bella bottiglietta di Prosecco,
ed il nome nacque da una serata in cui ci si stava quasi ubriacando!
Cercavamo qualcosa che non fosse il solito americano di cui tutti
fanno largo uso. Abbiamo pensato di utilizzare un nome italianissimo,
unendo le 2 carattarisriche principali, il blues e la band, da qui
Prosecco Blues band. Il nome fu creato in una serata tra amici nella
quale cercammo anche di tracciare le basi per il futuro musicale
del gruppo
Ricordi la prima formazione?
A parte qualche outsider nel corso degli anni si sono riciclati
alcuni elementi, ma il gruppo ruotava intorno a tre nomi: io, il
tastierista Mario Parmeggiani, un bassista storico, Roberto Rabboni,
che ha suonato con noi per 14-15 anni per poi intraprendere altre
strade, La prima formazione era costituita da Carmine Faella alla
batteria, io voce ed armonica, Roberto Rabboni al basso, alla chitarra
Roger Parmeggiani che tutt'ora e' rientrato come componente fisso,
e Gianluca Masetti entrato ed uscito almeno 5 volte dalla formazione
dopo aver ottemperato ad impegni ben piu' remunerativi, sempre musicali,
di un certo impegno e di un certo livello Questa e' la squadra con
la quale abbiamo debuttato, poi si sono susseguite altre varie formazioni
con Giacomo Fantoni alla chitarra, Tony Bussolari altro grande bluesman
di Decima, e 2 batteristi che si sono divisi i tempi fino ad arrivare
ad oggi. Ultimamente vi state dedicando anche ai tributi.
Come 'e nata questa idea?
Perche' stiamo constando che i locali in cui si puo'fare musica
ed essere apprezzati per il genere che si suona sono sempre meno…
Abbiamo deciso di utilizzare il nostro tempo delle prove per realizzare
qualcosa che ci interessa, trovando sempre nuovi stimoli come se
suonassimo davanti ad un pubblico e di creare dei tributi ad i nostri
artisti preferiti, non prettamente blues. E' successo per Bob Dylan,
poi un set semi acustico in cui i nostri pezzi venivano stravolti
ed eseguiti in modo molto intimo, infatti lo abbiamo denominato
confidential set. Anche un tributo alla musica country, che amiamo
molto. Il prossimo penso sara' un tributo a Joe Cocker, o comunque
al rock in generale, come base musicale per tanti gruppi che si
sono susseguiti dagli anni 60 in poi.
Se potessi suonare con un tuo idolo chi sceglieresti?
Difficile rispondere a questa domanda, ne avrei tanti, impossibile
riassumere in poche parole… Ad esempio abbiamo suonato al Castel
s.pietro blues festival del 2000 come unica band italiana tra tante
americane, Nella piazza dove si suonava c'era uno dei miei idoli,
Billy Brench, che suono' con il mio amplificatore, e mi ringrazio',
per sottolineare come siano umili questi personaggi A livello internazionale
forse questa e' stata l'unica circostanza, poi ci siamo tolti molte
soddisfazioni suonando nei locali con vari musicisti italiani.
Appuntamento a Venerdi' 11 a questo punto?
Vi aspettiamo numerosi venerdi' 11 alla Rocca per una grande serata
di grande blues.
A cura di Lorenzo Sacquegna 
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