Sport


 

 

Scuola Calcio Centese ... secondo anno di vita

25 settembre 2009

di LORENZO SACQUEGNA

 

Marco Amelio spiega le ragioni del successo della Scuola Calcio Centese

Per parlare di calcio abbiamo incontrato Marco Amelio, presidente della scuola calcio di Cento. Ad un anno dalla fondazione tanto e' stato fatto, e tanto e' in cantiere per l'anno che sta inziando. Ecco come Marco ripercorre la prima annata, e si appresta ad affrontare i nuovi progetti.

Marco Amelio

Intervista a Marco Amelio

1) Qual'e' il tuo bilancio dopo questo primo periodo della scuola calcio?

Il bilancio e' decisamente positivo, a Settembre abbiamo acceso la nostra prima candelina., festeggiando un anno di vita . I primi del mese e' ripresa l'attivita' sportiva, dove siamo ripartiti con enorme entusiasmo anche maggiore dell'anno scorso visto come sono andate le cose. Sono stati raggiunti risultati soddisfacienti che mai avremmo pensato. Oltre ad aver fatto giocare piu' di 160 bambini, i quali hanno svolto amche un'attivita' sportiva, divertendosi, e questo per noi e' un aspetto fondamentale, sono stati conseguiti risultati sportivi importanti come la vittoria nel torneo Tassi, a livello regionale.,ci siamo poi imposti nel torneo di Zola con le categorie 1999-2000- 2001. Unitamente a queste importanti affermazioni , siamo riusciti a creare momenti di aggregazione sportiva di un certo interesse, a partire dal patrocinio dell' Unicef., La collaborazione e' iniziata nel torneo citta' di Cento, in cui 110 bambini hanno calcato il prato verde del Loris Bulgarelli. Hanno partecipato 84 squadre delle province di Modena, Bologna e Ferrara disputando 110 partite in un mese, quindi abbiamo regalato 5000 minuti di calcio giovanile Inoltre sono stati effettuati corsi di alfabetizzazione motoria e gioco sport nelle scuole elementari di Cento con i nostri istruttori; e' stata un'esperienza molto positiva, credo la ripeteremo anche quest'anno. Un altro momento significativo la creazione del Campus per l'Abruzzo, in cui abbiamo invitato 38 bambini di quella zona, che hanno giocato a calcio la mattina, il pomeriggio si sono dedicati a momenti sportivi ludici, e la sera hanno dormito dalle famiglie associate alla scuola calcio, sul principio lo sport e' un diritto di tutti. L' evento e' stato effettuato in collaborazione con la Protezione civile Emilia Romagna e l'Unicef Questa esperienza e' perfettamente riuscita fino al punto che i contatti tra le famiglie abruzzesi e centesi proseguono tutt'ora, ed e' questo il messaggio che volevamo trasmettere.

2) Com'e' suddivisa la scuola calcio?

Da annate che vanno dal 96-97 fino al 2004. Cerchiamo di selezionare giovani indipendentemente dalle loro capacita'specifico- motorie con l'intento nel tempo, di favorirne la crescita individuale agonistica E' vero che il sano agonismo e' importante, ma per noi il calcio e' un gioco, quindi deve essere un agonismo messo a disposizione del gruppo che deve sapersi confrontare con le vittorie e le sconfitte, questo e' uno dei nostri primi obbiettivi.

3) Quale importanza assume la collaborazione degli sponsor?

E' molto i importante che i fondi provenienti dai nostri sponsor, primo fra tutti la Cassa di Risparmio di Cento e la sua Fondazione, e le altre preziosissime sponsorizzazioni, che hanno creduto in noi fin dall'inizio, restino nella scuola calcio, e non siano a servizio per altre squadre come una squadra di categoria piu' alta o prime squadre di tantissimi altri paesi limitrofi a Cento. I supporti economici devono restare al servizio dei ragazzini.

4) E come primo anno c'e' stato il gemellaggio con la Juventus, vuoi parlarcene?

Il nostro sodalizio con la Juventus e' stato importantissimo, perche' i loro tecnici sono venuti presso i nostri campi, dove svolgiamo le nostre attivita' sportive, e hanno insegnato ai nostri allenatori le metodologie ed i metodi di allenamento. Vorrei fare una precisazione: la Juventus a differenza di tantissime altre squadre molto blasonate, ci permette una nostra identita'., nel senso che noi non siamo il loro vivaio, c'e' un rapporto di collaborazione, acquistiamo i kit Nike per vestire i bambini, c'e' l'assistenza dei loro tecnici, ma non siamo dipendernti da loro, i nostri bambini restano nostri, mentre in tantissime altre realta' le affiliazioni con i settori giovanili o le scuole calcio comportano di attingere tra i validi giovani calciatori per futuri fini economici.

5) Quali sono i programmi per la prossima stagione?

Inanzitutto i campionati partono all'inizio di Ottobre. Tra gli eventi in programmazione stiamo studiando un incontro sull'antidoping, anche perche' nel calcio dilettantistico e nello sport piu' in generale e' un problema che si sta ampliando, quindi trasmettere fin da piccoli certi tipi di principi e di valori a mio parere e' molto importante. Quest'anno abbiamo deciso di scegliere i istruttori, tutti laureati, o patentati, in modo che oltre ad insegnare il calcio siano in grado di impartire un'attivita' motoria al ragazzo.. Non ci sono altri progeti imminenti, speriamo solo di confermare quanto di buono abbiamo fatto la passata stagione, e magari incrementarlo. Faremo in nostro torneo nel mese di Maggio, poi come accennato l'incontro sull'antidoping e anche il pronto soccorso in campo; si sono verificati molti casi casi di arresti cardiaci in passato e bisogna farsi trovare pronti. Se riusciamo a sensibilizzare genitori e figli forse abbiamo fatto un piccolo passo in avanti, ed e' questo che intendevo quando il calcio dilettantistico deve progredire. Cercheremo di rientrare nelle scuole elementari con i corsi di alfabetizzazione motoria e giocosport, e ci sara' sicuramente una bellissima giornata Unicef a Natale.

6) Un tuo parere sulla prima squadra?

Ho un grandissimo affetto ed una grande passione per questa squadra e per questi colori. Ricordo che quando la Centese militava in categorie superiori ero sempre presente. Attualmente partecipiamo al campionato di prima categoria, ed il merito della nuova societa' e' proprio di aver colmato il vuoto che mancava. Certo anche la prima squadra necessita di sponsor, e non e' certo facile in una situazione finanziaria come quella attuale che sta toccando vari settori. E' un gruppo formato da ragazzi seri, guidati da un bravo direttore sportivo come Sabattini, un ds con tanta esperienza, e puo' sol far bene e' chiaro che e' necessario anche un pizzico di fortuna

7) Secondo te e' possibile tornare ai bei tempi passati?

Io credo di si'. Bisogna capire se il presente importante e'la categoria, o quello che si crea attorno. Io credo che tornare ad una certa passione, e ad una certa tradizione, possa essere l'arma giusta per un presente importante , per potere essere affiancatida persone che credono nei tuoi progetti. Bisogna crare un buon insieme sotto tutti gli aspetti: ad esempio, avere una squadra fortissima che vince tutte le partite ma senza un gruppo affiatato anche all'esterno, e' un'operazione fine a se stessa Io ad esempio come scuola calcio ho rilevato un vecchio marchio della centese ai tempi del professionismo so bene che questo non e' sufficiente che non basta un marchio per ritornare ai fasti del passato, ma tanti ricordi, tante bellissime sensazioni, potrebbero essere un buon trampolino di lancio per un presente e un futuro importanti

8) Con quale slogan possiamo chiudere?

Il Comune investa nei giovani e nelle strutture sportive!

 

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