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Il Pd centese attacca il sindaco sull’accoglienza: “Lega Nord chiama il Sindaco Toselli e Toselli risponde: “presente”!”

DiGiuliano Monari

Ago 18, 2016

pd con greghi“Ed ecco che ci troviamo di fronte a un altro episodio in cui diventa piuttosto evidente il cordone che pian piano si sta rafforzando tra Lega Nord e Sindaco Fabrizio Toselli. Davvero pensano sorprenda qualcuno la “ritrovata pace” appena sbandierata? si legge in una nota della Segreteria del Partito Democratico di Cento che prosegue:

Prima la proposta unilaterale e successiva elezione a Vicepresidente del Consiglio Comunale del candidato della Lega Nord, poi il voto benevole di astensione della Lega alle Linee Programmatiche di mandato di Toselli e ora ecco che, sulla stampa, esce la dichiarazione del Sindaco Toselli che certamente non sembra prendere le distanze dall’ordine del giorno del Consigliere Petazzoni, con cui chiede alla Giunta Comunale di opporsi all’arrivo sul territorio centese di migranti. Anzi!

Per giustificare questa posizione si tira in ballo una irreale “emergenza ricostruzione”.

Capiamo tutti che negli occhi del Sindaco Toselli è fissa l’immagine dei ruderi del Comune di Sant’Agostino, ma vedere Cento come un territorio che deve ancora rialzarsi dal sisma del 2012 è ridicolo … a meno che non abbia intenzione di riportare lui indietro le “lancette” del tempo, anche solo nell’idea comune dei centesi! E con le sue dichiarazioni recenti sul tema migranti pensarlo è facile.

Non accogliere i profughi, strumentalizzando il tema del terremoto, per qualcuno può anche non essere visto come razzista, ma certamente si scontra con i valori di solidarietà, umanità e accoglienza che una comunità matura deve darsi e che Cento da sempre ha più volte dimostrato di avere.

Vogliamo ricordare che l’accoglienza dei rifugiati è garantita anche dall’art.10 della Costituzione e dai trattati internazionali che l’Italia ha sottoscritto e nulla ha a che vedere con le pratiche di ricostruzione post sisma che procedono a prescindere e dipendono dai tecnici pubblici e privati.

A noi le recenti dichiarazioni del Sindaco paiono sul piano politico come una mano tesa verso la Lega Nord e sul piano istituzionale una scusante per evitare di assumersi quei doveri che le leggi nazionali chiedono agli enti locali e che il Prefetto stesso ha richiamato. La legge deve comunque sempre essere rispettata (non solo quando riguarda gli adeguamenti dei compensi!), a maggior ragione se si è rappresentanti di un’istituzione … è questo il motivo per cui si giura fedeltà alla Costituzione all’inizio del mandato. Inoltre è solo attraverso la coesione e la collaborazione con le altre istituzioni che è possibile affrontare i problemi e risolverli.

Cento sul tema accoglienza può fare la propria parte, perché anche i principi umanitari contribuiscono alla crescita di una comunità. Anziché demagogia servono politiche attive di inclusione, progetti raggiungibili attraverso il confronto e coinvolgimento della comunità centese, a partire dal Consiglio Comunale (che sta ancora aspettando l’iter di insediamento delle Commissioni Consiliari) nonché in accordo col mondo del volontariato centese.

Sinceramente avremmo preferito ben altre parole dal Sindaco sulla questione migranti, ad esempio la voce del nostro comune unita a quella di Ferrara, con il sindaco Tagliani, per portare la riflessione a livello nazionale.

Oggi Cento sta invece scegliendo di chiamarsi fuori, come se fosse possibile farlo, rinunciando al suo ruolo di secondo Comune della provincia, ritrovandosi più isolata e destinata a subire scelte altrui. In questo momento la città ospita 34 migranti su oltre 36mila abitanti. Davvero stiamo parlando di qualcosa di concreto o piuttosto non si sta facendo facile populismo? A pensarci bene niente di troppo diverso dalle vuote promesse fatte agli Alberonesi …

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