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L’ABBRACCIO DI PIEVE DI CENTO AL ‘SUO’ DON PAOLO – Il ricordo del sindaco Borsari

DiGiuliano Monari

Set 25, 2020

il saluto del sindaco di Pieve di Cento Luca Borsari a don Paolo, al termine della cerimonia funebre celebrata dal Cardinale S.E. Matteo Zuppi.”Ho l’onore di salutare don Paolo a nome di tutta la comunità di Pieve di Cento. Ho la responsabilità di farlo in veste di attuale sindaco di quel paese che ha accolto don Paolo negli ultimi 18 anni della sua vita, anche quando, non più parroco, ha deciso di prendere qui casa, insieme a Elena. Pronuncerò però queste poche ma dense parole anche a nome di Sergio Maccagnani, al cui fianco ho partecipato a questa cerimonia e che è stato il nostro Sindaco per 10 anni, buona parte dei quali sono stati gli ultimi anni durante i quali don Paolo era il nostro parroco. Con Sergio don Paolo ha condiviso in particolare la tremenda prova del terremoto: anni difficili e al tempo stesso fondamentali per la storia della nostra comunità. La collaborazione e la fiducia reciproca che don Paolo ha sempre assicurato a Sergio e, tramite lui, a tutta l’amministrazione comunale sono probabilmente stati uno degli ingredienti fondamentali che hanno consentito a noi tutti di rimanere uniti, di affrontare insieme una prova così difficile.Don Paolo ha visto crollare questa chiesa ma ha saputo, pur fra mille difficoltà, guidare questa comunità parrocchiale a rimanere non solo unita ma anche viva, pur essendo rimasta a lungo senza la sua vera casa. Questo certamente è stato un merito enorme di don Paolo, per cui tutti noi gli saremo per sempre riconoscenti. Ma oltre e sopra a questo, ciò che oggi ci spinge a rivolgere un saluto commosso e insieme un grande grazie a don Paolo è l’esempio che ci ha donato con la sua vita: una vita spesa totalmente per la sua gente, gratuitamente e senza mai risparmiarsi. Ciascuno di noi, ogni volta che vive il momento in cui rivolge l’ultimo saluto ad una persona cara, credo che cerchi fra i propri ricordi un’immagine particolare di quella persona, un’immagine che sia capace di fissare nella nostra memoria e nel nostro cuore quella persona e quello che quella persona è stata per noi. Io oggi lo faccio cercando un’immagine adatta a rappresentare quello è stato don Paolo per Pieve di Cento. In realtà ce ne sono tante, e certamente ogni pievese troverà e custodirà la propria, io ne ho trovata una che per me raffigura anche uno dei primi momenti in cui ho conosciuto don Paolo: ovvero l’immagine di quei momenti in cui don Paolo, con le sue grandi mani, dava una vigorosa carezza al suo amato fratello Urbano. Ecco, in quella “vigorosa carezza” trovo l’immagine migliore per rappresentare quello che don Paolo è stato per Pieve: una guida sempre presente e vigorosa, a volte anche severa, ma capace di un affetto profondo e di una bontà schietta, come le sue carezze. Carissimo don Paolo, tutta Pieve ti saluta e ti ringrazia.”

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