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Rapina a Renazzo, i sindaci ferraresi scrivono a Matteo Renzi chiedendo una revisione normativa per assicurare la certezza della pena e rendere più efficace il lavoro delle forze dell’ordine

DiGiuliano Monari

Nov 7, 2015

sitin renazzo per rapina 6nov2015

FOTO: un momento della manifestazione pubblica a Renazzo la sera del 6 novembre durante il Presidio di legalità voluto dall’amministrazione comunale

“Come rappresentanti delle Istituzioni Locali – proseguono i primi cittadini nella lettera che pubblichiamo qui di seguito – desideriamo innanzitutto far pervenire alle vittime e alle loro famiglie la nostra vicinanza e solidarietà in un momento terribile come quello che stanno vivendo”. Nell’ambito delle garanzie costituzionali che ispirano il sistema penale nazionale, i sindaci dei Comuni ferraresi ritengono poi “opportuno, anzi necessario ed urgente – scrivono – che a livello di sistema Paese inizi un momento di riflessione, finalizzato ad una revisione del corpo delle norme per poter dare a chi è chiamato a proteggerci indossando la divisa qualche strumento più efficace e a noi tutti qualche elemento di certezza della pena in più”. “L’impianto normativo italiano spesso ha sconfinato in un garantismo più burocratico che sostanziale che ha dato alle persone pochi strumenti per tutelare se stessi, proprietà e famiglia, ma soprattutto ha dato a chi serve lo Stato e ha il compito di garantire la nostra incolumità e sicurezza, strumenti poco efficaci e moderni”. Lontano da “facili suggestioni spesso dal sapore demagogico”, gli amministratori del territorio sottolineano la necessità di “rafforzare la centralità dei professionisti della pubblica sicurezza ribadendo il monopolio dello Stato in materia di ordine e sicurezza pubblica”.  “Ogni giorno tocchiamo con mano la professionalità e la dedizione di Forze dell’ordine e Magistratura che debbono essere messi in grado di operare in un quadro di sostegno con regole certe e chiare a tutela dei Cittadini, degli operatori e delle nostre Comunità”. Il documento termina con l’invito rivolto a Governo e Parlamento di farsi promotori di “una nuova politica in materia di repressione del crimine che possa tenere conto delle esigenze pratiche e immediate che nascono dalle Comunità in cui viviamo e in tutto il Paese, ad inasprire il trattamento sanzionatorio di quei reati contro il patrimonio che sfociano nella violenza spregiudicata e ad apportare tutti i correttivi in materia procedurale affinché alle previsioni sostanziali possa seguire un adeguato trattamento processuale”.

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