LEGGE SUL SOSTEGNO ALL’EDITORIA LOCALE

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GABRIELE DELMONTE E ALAN FABBRI (LN): «FAVOREVOLI A SOSTENERE L’EDITORIA LOCALE, MA SIANO GARANTITI PLURALISMO E PRODUTTIVITA’, ASSIEME ALLE TESTATE LOCALI»

«Siamo favorevoli al sostegno all’editoria locale, di fronte alla crisi, perché vuol dire difendere un’idea di pluralismo e libertà di informazione.» In questo modo, il consigliere regionale della Ln, Gabriele Delmonte, ed il capogruppo del Carroccio, Alan Fabbri, hanno commentato il progetto di legge in discussione in Assemblea legislativa e relativo al sostegno al mondo dell’editoria locale. Un mondo composito, arricchitosi in questi anni dell’offerta derivante dal web, ma dove diventa anche difficile in molti casi distinguere tra testate online giornalistiche e non, tra “buona informazione” e “fake-news”. «Attualmente – ha detto in aula Delmonte – è la parte occupazionale quella che più ci preoccupa. Crediamo quindi che il sostegno debba andare in direzione della sopravvivenza degli organi d’informazione. Quindi, in questo senso, siamo d’accordo a concedere aiuti regionali o statali, a condizione che vengano distribuiti su più testate, garantendo il pluralismo e la produttività, senza convogliare i fondi su pochi organi di stampa e tenendo in vita un “ecosistema” fatto di carta stampata, testate web e nuovi media.» La Lega ha mostrato tutto il proprio disappunto per il fatto che, sul contrasto alle “fake-news” non sia stato messo il giusto impegno, dedicando a questo tema soltanto un ordine del giorno (collegato alla legge). Alan Fabbri evidenzia come «vi sia un’attenzione particolare per un settore che ha subito fortemente la crisi, ricaduta sulle professioni e anche in una difficoltà nella raccolta pubblicitaria, che ha messo a dura prova la sopravvivenza di piccoli giornali e televisioni locali, ad esempio.» La Lega ha cercato di migliorare il provvedimento, attraverso alcuni emendamenti accolti dalla maggioranza. E tesi a definire meglio il profilo dei “lavoratori svantaggiati” e dei giovani, con anche la possibilità di finanziare attività che (pur non avendo sede legale in Emilia-Romagna) “operano” sul territorio regionale. Sui motivi dell’astensione Ln: «Rimane da capire – concludono Delmonte e Fabbri – quante risorse saranno effettivamente messe in questo capitolo e se ci sarà il promesso aiuto all’editoria locale. Senza contare la delega “in bianco” sulla pubblicazione dei bandi, che ora attendiamo fiduciosi.»

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