IL PAPA A BOLOGNA: LE ATTESE DELLE ACLI

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Di Eleonora Cavazzana

«Lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale. Questo era stato l’auspicio di Papa Francesco durante l’udienza che aveva riservato alle Acli nel 2015: ci aspettiamo che lo stesso messaggio di speranza venga rivolto ai tanti disoccupati, precari, inoccupati, Neet che le Acli di Bologna, così come le altre associazioni coinvolte, porteranno in piazza domenica». Questo il pensiero del Presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, che insieme a una cinquantina di lavoratori dell’Associazione incontrerà il Papa all’Angelus. «Siamo contenti e onorati che il Papa abbia scelto il tema del lavoro: questo conferma l’attenzione del Santo Padre per uno dei problemi principali del nostro tempo» osserva Diaco. «Abbiamo scelto di portare con noi un gruppo di aclisti in diverse condizioni professionali. Per lo più, saranno con noi giovani precari e disoccupati. Abbiamo fatto questa scelta per ribadire che senza il lavoro questi giovani non possono nemmeno pensare di creare una famiglia. Siamo di fronte al calo demografico più importante di sempre: ognuno di noi ha delle responsabilità, le hanno la politica, le imprese e anche il Terzo Settore. Speriamo» conclude Diaco «che le parole del Pontefice risveglino le coscienze e siano di speranza per i lavoratori e per chi, il lavoro, non lo ha ancora. Allo stesso tempo ci auguriamo parole di sollecitazione per i nostri governanti perché, insieme alle aziende e al Terzo Settore, si impegnino a trovare soluzioni concrete per uscire dalla crisi del mercato del lavoro, che condiziona la crescita economica e demografica del nostro Paese ormai da anni».

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