NUOVO DCPM – quale futuro per le piscine? intervista a Davide Gilli, presidente di Pool 4.0

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NELLA FOTO: MARCO CEVOLANI

Intervista di Marco CEVOLANI – L’ultimo DPCM ha creato seri problemi a diversi settori, non ultimo quelle del nuoto, già provato dal lungo lock down di inizio anno. A tal riguardo abbiamo intervistato Davide Gilli, presidente di Pool4.0
Ci può fornire una fotografia della situazione attuale del vostro settore?
Ci siamo concentrati sui minori ricavi confrontando i dati del 2019 con il 2020 fino al 31 agosto e abbiamo riscontrato un calo complessivo di 9.853,639 pari ad un meno 34% rispetto ad anno precedente. I mancati incassi nel periodo del lockdown ammontano a 5.384.375 ed il minor incasso nel periodo di apertura estiva a 2.046.499 euro. Notevole anche l’impatto dei voucher risarcitori prodotti, che ammontano a 2.422.765 euro e stanno contribuendo, in questa fase, ad un utilizzo dell’impianto senza corrispettivo economico per il servizio offerto. Abbiamo inoltre raccolto i dati relativi ai minori costi per le utenze nel periodo di chiusura (1.467.512 euro), alle minori spese dovute ad utilizzo della cassa integrazione (2.554.145 euro) e ai minori costi dei collaboratori (1.178.506 euro). Infine, ed è questo il dato più significativo, abbiamo raccolto le stime per impianto del saldo tra costi e ricavi e definito al 31 agosto un disavanzo tra gli stessi periodi del 2019 e 2020, pari a 4.653.000 euro. A questo abbiamo aggiunto al conteggio anche il previsionale fino a fine anno e siamo giunti ad un disavanzo totale stimato in 8.030.932 euro. Considerati i recenti sviluppi della pandemia, possiamo considerare il previsionale calcolato, che si basava sui flussi del mese di settembre, particolarmente ottimistico. Realisticamente crediamo che i prossimi mesi potranno solo portare ad un peggioramento delle nostre più caute previsioni e che questo trend continuerà anche nei primi mesi del 2021 fino, almeno, alla prossima stagione estiva.
Quali saranno le perdite per l’anno in corso?
Sulla base dei dati raccolti dai 34 impianti selezionati su un totale di 81, possiamo stimare che la perdita per l’intero comparto delle piscine pubbliche coperte si aggiri, per l’intero 2020, ben oltre i 20 milioni di Euro.  Il disavanzo medio previsto per ogni impianto nel 2020 previsto sarà sicuramente oltre i 250.000 euro. La media ovviamente tiene conto di impianti di dimensioni diverse, da cui derivano importi di disavanzo non omogenei. (i dati sono raccolti attraverso indagini svolte tra 34 degli 81 impianti coperti della regione)
Cosa chiedete alle istituzioni?
Serve uno stanziamento immediato a fondo perduto per limitare le perdite del settore e interventi legislativi urgenti per consentire alle nostra aziende (che non possono avere una forte patrimonializzazione operando su strutture di proprietà pubblica e non di propria proprietà (almeno 4/5 milioni) consentendo il recupero delle perdite oltre i limiti dell’esercizio successivo come previsto oggi dal codice civile, stessa cosa dicasi per il capitale sociale.
Un intervento per allargare la base della cassa integrazione oggi ferma a chi era assunto al 13/07/2020 (chi è stato assunto dopo non rientrerebbe a regole attuali). Un intervento anche a sostegno delle migliaia di istruttori, allenatori che operano attraverso rapporti non di lavoro subordinato. Un intervento per gli affitti e le utenze: i costi, o una parte di essi corrono comunqueQuali sono stati gli interventi operati all’interno delle vostre strutture tanto da rendere le piscine, appunto, un luogo sicuro?
Abbiamo istituito protocolli di accesso, attuate accortezze (plexiglass, gel disinfettante), chiuso armadietti e distanziate le docce, ridotto il numero degli accessi (da 1 persona ogni 2 mq ad 1 ogni 7 mq in vasca) investito in sicurezza e sanificazione: ogni impianto è costato ca. 6.500,00 in materiali per prevenzione covdi-19 oltre all’aumento dei costi quotidiani in pulizie e controlli
La situazione (sia sanitaria che economica) è davvero allarmante come si dice? Quale è il suo punto di vista?
Non ho i dati e le competenze per dire se la situazione sia davvero sfuggita al controllo: però il governo ci ha detto (a tutti, non solo a noi) di applicare i protocolli con attenzione, di essere rigorosi, che non avrebbe chiuso tutto ma avrebbe mirato gli interventi alle zone più contagiate; devo amaramente prendere atto che invece ha emanato un decreto generalizzato nei blocchi. Oggi, credo, la regione emilia romagna ha una situazione diversa dalla Lombardia; sia per gli investimenti fatti questa estate nell’attrezzare le strutture sanitarie secondo il piano di investimenti programmato sia nel potenziare il trasporto pubblico con centinaia di mezzi in più: questa capacità di stare sul pezzo a mio avviso doveva essere raccolta dal DPCM intervenendo più pesantemente dove era necessario. Il merito evidentemente non paga oggi. Anche Bonaccini mi sembra abbia detto cose simili in questi giorni. Ma la cosa principale è tornare ad aprire gli impianti sportivi: i nostri ambienti sono sicuri (nessuna sanziona è stata comminata ai gestori di piscine pubbliche durante i controlli), lo sport è importante per le persone per la salute per il benessere.

Questa chiusura non ce la meritavamo: anche le Regioni hanno scritto a Conte contestando alcune parti del DPCM, compreso quello relativo agli impianti  sportivi

Davide Gilli

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