
Patto per il Nord Emilia accoglie positivamente le parole del presidente Michele De Pascale a difesa dell’autonomia scolastica. Difendere scuole radicate nei territori, capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità, significa riconoscere che decisioni calate dall’alto e criteri standardizzati producono effetti distorsivi e ingiusti. Su questo, finalmente, siamo d’accordo.
Proprio per questo, però, non possiamo non porre una domanda politica di fondo: se l’autonomia scolastica è democrazia, perché l’autonomia finanziaria e il residuo fiscale dell’Emilia-Romagna non lo sono?
Da anni l’Emilia-Romagna è tra le regioni che più contribuiscono al bilancio dello Stato, con miliardi di euro che ogni anno escono dal territorio senza tornare sotto forma di servizi, investimenti, infrastrutture e personale. È lo stesso meccanismo che oggi viene denunciato sulla scuola: chi ha amministrato bene viene penalizzato, chi ha già fatto sforzi di efficienza viene colpito da tagli uguali per tutti, senza tener conto delle specificità territoriali.
Fa piacere che il governatore riconosca che l’efficientamento cieco è un errore. Ma allora la coerenza impone di estendere questo principio all’intero sistema istituzionale: sanità, trasporti, welfare, sicurezza e sviluppo economico. Senza il controllo di una quota significativa del residuo fiscale, l’Emilia-Romagna continuerà ad avere meno strumenti per governare i propri bisogni, anche quelli educativi che oggi giustamente si vogliono difendere.
Patto per il Nord Emilia ribadisce inoltre un principio per noi fondamentale: chi lavora all’interno della scuola dovrebbe poter vivere e abitare nella regione in cui presta servizio. Non è una posizione ideologica, ma una questione di rispetto della persona, di dignità del lavoro e di qualità del sistema educativo. Chiedere a insegnanti e personale scolastico di affrontare trasferimenti forzati, pendolarismi estremi o distacchi dal proprio contesto sociale non migliora la scuola, la indebolisce.
Una scuola forte è fatta di comunità stabili, di relazioni quotidiane, di conoscenza reale del territorio. Anche questo è autonomia: mettere le persone nelle condizioni di lavorare bene e vivere con dignità, senza sacrifici imposti da scelte centraliste che ignorano la realtà locale.
L’autonomia non è uno slogan da usare a compartimenti stagni.
O vale per tutto, o rischia di diventare solo una bandiera buona per una stagione.
Patto per il Nord Emilia si aspetta quindi che alle parole sull’autonomia scolastica seguano atti concreti e una presa di posizione altrettanto netta sull’autonomia finanziaria regionale. Perché avere davvero a cuore questa terra significa darle gli strumenti per decidere e investire sul proprio futuro, non solo denunciarne i problemi quando arrivano da Roma.
Se l’autonomia serve alla scuola, serve anche all’Emilia-Romagna.
Il resto è una difesa parziale, e l’Emilia-Romagna non può più permettersela.
Ori Daniele responsabile organizzativo Patto per il Nord Emilia
Ghelfi Riad segretario regionale Patto per il Nord Emilia
