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+++BREAKING NEWS: Rientrata la protesta del Consigliere della Partecipanza Mirco Gallerani – Accolte le sue richieste, il Consiglio si terrà il 6 sett 2022

DiGiuliano Monari

Ago 4, 2022

E’ terminata questo pomeriggio la protesta del Consigliere della Partecipanza Agraria di Cento Mirco Gallerani con la quale chiedeva la convocazione del Consiglio dell’Ente. Una protesta forte attuata con lo sciopero della fame e l’astensione dei farmaci salvavita iniziata oggi alle ore 12. “ho occupato l’aula consigliare della Partecipanza Agraria di Cento, con contestuale sciopero della fame ed astensione dei farmaci salvavita. Pertanto la mia protesta rientrerà solo a seguito di un intervento dell’Autorità di tutela o con la convocazione del Consiglio dell’Ente, che dovrà esaminare i seguenti punti: Bilancio consuntivo, adozione procedure assunzione segretario (di cui l’Ente è privo da gennaio), votazione per l’elezione del Presidente (di cui l’Ente è privo da gennaio).” Al termine di un lungo pomeriggio di trattative sono stati integralmente accolti i punti del Consigliere. La convocazione del Consiglio dell’Ente Agrario è stata dunque fissata per il prossimo 6 settembre.

Il commento di Gallerani al termine della convulsa giornata:

“La vicenda si è conclusa il giorno stesso, verso le ore 18 circa, quando il consigliere Mirco Gallerani ha lasciato la Partecipanza avendo nelle mani la convocazione del Consiglio fissata per martedì 6 settembre, con l’ordine del giorno che prevede i tre punti richiesti.
La trattativa protrattasi per ore, alla presenza dei carabinieri e del legale del consigliere Gallerani, ha consentito di porre un punto fermo all’impedimento della convocazione del consiglio posto in atto dai tre magistrati Massimiliano Borghi, Fausto Gallerani e Massimo Pirani detto Ciacci.
In precedenza i tre avevano messo in minoranza il presidente ff. Vasco Fortini, impedendogli di convocare il consiglio in due circostanze: una prima volta votando contro ed una seconda facendo mancare il numero legale in magistratura.
Il loro intento era quello di arrivare ad un consiglio dove non avrebbero più dovuto farne parte il consigliere Renato Borgatti ed il magistrato Raffaele Gilli, perché da loro dichiarati decaduti dalla carica, in ragione di una pretestuosa (inesistente) incompatibilità.
L’intento appare una evidente ritorsione nei confronti dei due, che non avrebbero votato Massimiliano Borghi alla carica di presidente ed intenzionati a non votare il bilancio consuntivo 2021.
La vicenda alquanto squallida si sta consumando a spese dei capisti e sulle spalle del funzionamento dell’Ente.”