
Nella tarda serata dello scorso 13 febbraio, i Carabinieri della Stazione di Renazzo hanno arrestato due 17enni entrambi ospiti di una locale comunità minorile, con l’accusa di tentata rapina in concorso.
Tutto è nato quando una segnalazione ha informato la Centrale Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Cento che era in corso una accesa discussione tra gli ospiti ed alcune operatrici della comunità.
I militari dell’equipaggio immediatamente inviato hanno accertato che due giovani, nel tentativo di impossessarsi del bancomat intestato alla cooperativa che gestisce la struttura, hanno aggredito con un bastone le due operatrici di turno, riuscendo così a sottrarre le chiavi dell’armadietto dove era custodita la tessera, che è stata prelevata e abbandonata pochi istanti prima dell’arrivo dei Carabinieri.
I due giovani al termine delle formalità, su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale per i Minorenni dell’Emilia Romagna, sono stati collocati presso un Centro di Prima Accoglienza in attesa dell’udienza di convalida.
Lo scorso 16 febbraio, il Tribunale per i Minorenni ha convalidato l’arresto disponendo la traduzione dei due indagati presso gli Istituti Penali competenti.

Copparo. Mette in vendita un mini escavatore inesistente: denunciato 67enne per truffa.
Lo scorso 13 febbraio i Carabinieri della Stazione di Copparo, al termine di una meticolosa attività investigativa, hanno denunciato alla Procura estense un 67enne per il reato di truffa, architettato mediante una finta inserzione on line.
L’annuncio di vendita, postato su una piattaforma e-commerce, aveva attirato l’attenzione di un 32enne copparese interessato all’aquisto di un mini escavatore usato, al prezzo di oltre 3.000 euro.
Una volta messosi in contatto con il numero di cellulare indicato nell’inserzione, il potenziale acquirente si era sentito dire che vi era già una trattativa in corso, motivo per cui ha pensato che era meglio non farsi scappare quell’affare e, assecondando la richiesta del venditore, aveva provveduto a versare una caparra di 1.000 euro per fermare la vendita. Purtroppo, dopo aver eseguito il bonifico, le iniziali rassicurazioni del venditore su qualità e tempi di consegna erano svanite, infatti l’inserzionista aveva smesso di rispondere ai messaggi ed alle chiamate, rendendosi irreperibile.
Compreso di essere stato vittima di un raggiro, al compratore non è rimasto altro che rivolgersi ai Carabinieri della Stazione di Copparo che, grazie alle indagini immediatamente intraprese, sono riusciti a risalire ad un 67enne, residente in altra provincia. Per l’uomo è dunque scattata una denuncia alla Procura estense per il reato di truffa.
