La notizia della morte di Silvio Canelli è rimbalzata tra le vie e sotto i portici di Cento e in pochissimo tempo ha raggiunto i quattro angoli della Città.
Silvio Canelli è stato sindaco di Cento (FE) dal 1988 al 1993, guidando l’amministrazione locale in quel periodo. Successivamente, ha mantenuto un legame con la città, ricoprendo il ruolo di presidente della Benedetto XIV Basket dal 2012 al 2016.
Silvio Canelli è stato una figura di rilievo della comunità di Cento (FE), noto principalmente per il suo impegno civico e sportivo.
Nella sua carriera ha ricoperto ruoli istituzionali e dirigenziali significativi per il territorio centese:
- Sindaco di Cento:
- Presidente della Benedetto XIV: Ha guidato la storica società di pallacanestro di Cento dal luglio 2012 al 2016. Sotto la sua presidenza, la squadra ha vissuto stagioni esaltanti, caratterizzate da un forte legame con la tifoseria organizzata, che Canelli seguiva spesso direttamente in curva.
- Centese Calcio: Nel 2018, ha ricoperto il ruolo di presidente della Centese Calcio, gestendo fasi delicate come fusioni societarie e lo sviluppo del settore giovanile.
- Canelli era profondamente legato all’identità locale di Cento; amava definirsi un “tifoso che soffre e gioisce” piuttosto che un semplice dirigente operativo. Il suo attaccamento alla squadra della Benedetto era testimoniato anche da dettagli privati, come il simbolo della società apposto sulla porta d’ingresso della sua abitazione.
- Con Silvio Canelli se ne va un tassello importante della centesità. Un uomo che nella sua vita si è distinto – oltre che per le sue attività di politico e di dirigente sportivo – per la sua spiccata capacità di aggregare. Una serata con lui era una serata da ricordare. Uomo sempre gentile col quale era veramente piacevole dialogare e trascorrere del tempo. Lascia la figlia Flavia, l’amatissima nipote Rebecca, e la sorella Vanna, oltre a vari nipoti e pronipote. Le esequie si terranno lunedì 2 febbraio alle ore 15 presso il Santuario della Beata Vergine della Rocca.




Foto Giuliano Monari

