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CENTO: la comunità Musulmana dice ‘NO’ ad ogni forma di terrorismo – in 200 in Piazza del Guercino

DiGiuliano Monari

Gen 18, 2015

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La comunità Musulmana centese dice NO senza riserve ad ogni forma di terrorismo. Per farlo ha scelto la piazza principale del capoluogo dove stamattina si sono ritrovati in circa 200 tra uomini, donne e bambini, ogniuno di loro con un cartello ben visibile di comndanna ad ogni forma di violenza. Presente anche il sindaco di Cento Piero Lodi con alcuni esponenti della Giunta comunale.II Centro culturale per la Convivenza di Cento (FE). Ì soi aderenti e tutta la comunità mussulmana si unisce alla società civile italiana e migrante del nostro territorio per condannare fermamente il barbaro attacco terroristico che ha colpito la capitale francese il 7 gennaio 2015. “Siamo sgomenti, indignati e rattristati – ha detto il segretario della Comunità musulmana Abderrahim Faisel – per questa ignobile crimine contro l’umanità commesso paradossalmente nel nome di una religione che predica per sua natura la pace, la fratellanza e la Convivenza civile tra le persone e tra i Popoli”.
ll Libro dell’Islam – ha proseguito – recita testualmente sul terna: “O gente, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, afffinchè vi conoscete a vicenda”.
Noi comunità islamica italiana di questo territorio in particolare, e quello mondiale in generale – ha aggiunto – “ci dissociamo nettamente dai criminali che strumentalizzano la nostra grande fede monoteista per violare i Diritti fondamentali dell’uomo, a partire dal sacrosanto diritto alla vita. In merito, il Libro dell’Islam recita ancora: “chiunque uccida un uomo, sarà come se
avesse ucciso l’umanità intera . E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità”.
Dopo l’attentato, la diffidenza e le prese di posizione contro l’Islam rischiano di aumentare e riprendere forza. Speriamo che questo non accada. Certo è che, se avessimo luoghi riconosciuti dalle istituzioni, questi sarebbero anche più controllati e più controllabili, anche da noi stessi. E questo, vorrebbe dire maggiore accoglienza e senso di inclusione. Sono questi spazi che, potrebbero aspirare a un riconoscimento maggiore nelle comunità.
La nostra religione porta il nome di ISLAM, che deriva linguisticamente dalla radice linguistica SALAM, e che in lingua araba (la lingua del nobile Corano) significa PACE. Una religione che ha la pace insita nel suo nome non può predicare nulla di estraneo daì valori della pace e della convivenza civile.
La finestra di dialogo esiste già ed è sempre aperta nel nostro centro culturale. Oggi, dopo quanto è accaduto in Francia, è ancora più importante approfondirla e lavorare per il bene della nostra comunità centese. Abbiamo commentato quei fatti disumani. Abbiamo provato la stessa tristezza e condiviso lo stesso dolore come tutti quelli che amano e inseguono le pace nel mondo. Per questo siamo qua oggi, per condannare quegli atti terroristici. Siamo qui, perché crediamo nella fratellanza, nella convivenza e nella pace tra i popoli. E’ necessario un dialogo interculturale e interreligioso. Anche se riteniamo non si possa penare
di ‘iibertà d‘espressione’ quando si prende in giro qualsiasi fede, perchè quelle famose vignette hanno ferito anche noi, dall’altro riteniamo sia da condannare,‘ in quanto ingiustificabile, un atto criminale tanto atroce. Atti simili fanno ancor più male.

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