L’intervento da parte dei militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Comacchio è giunto al termine di una mirata azione di contrasto messa in campo dopo gli ultimi eventi predatori verificatisi lo scorso mese di dicembre.
La prolungata osservazione della zona interessata, condotta mediante gli apparati di videosorveglianza nella disponibilità delle forze dell’ordine, ha infatti consentito di focalizzare l’attenzione sul passaggio ricorrente di alcuni veicoli in determinate fasce orarie, con conseguente concentrazione dei servizi di controllo. Pertanto, in data 28/12 u.s., in seguito all’avvistamento di uno dei mezzi monitorati lungo la strada che conduce alla c.d. “Stazione Foce” del comprensorio, una pattuglia del Nucleo si recava sul posto, ove poteva appurare la presenza dell’autovettura nelle vicinanze della piazzola di ormeggio; quindi i militari restavano in appostamento ad attendere il presumibile rientro del conducente, che, non a caso, di lì a poco avrebbero visto prima sopraggiungere a bordo di una imbarcazione, poi scaricare il prodotto dell’attività di pesca nei pressi della macchina parcheggiata. Dal controllo eseguito nelle immediatezze, il soggetto risultava privo di licenza per la pesca di tipo professionale e in possesso di circa 50 pezzi di branzini e cefali, appena asportati da una zona in concessione esclusiva al Consorzio del Parco Delta del Po: a carico del medesimo è così scattata la denuncia per furto, con il sequestro del pescato, dei mezzi e dell’attrezzatura utilizzata per commettere l’illecito (una “batana”, un motore fuoribordo, uno scafandro).
L’attività dei Carabinieri Forestali si inserisce in una più ampia azione a tutela della fauna ittica e delle aree protette, che passa attraverso il rispetto della normativa nazionale e regionale in materia, nonchè degli atti di gestione da parte degli Enti preposti, finalizzati a regolare lo sfruttamento delle risorse naturali in modo da preservare gli equilibri ecologici.

