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E’ uscito per Edizioni Freccia D’Oro, casa editrice del ferrarese, “Lu principe licche” versione in dialetto sulmontino de “Il piccolo principe”

DiFONTE COMUNICATO STAMPA

Set 23, 2022

E’ uscito per Edizioni Freccia D’Oro, casa editrice del ferrarese, “Lu principe licche” versione in dialetto sulmontino de “Il piccolo principe”, famoso romanzo di Antoine de Saint Exupery. La traduzione del locale vernacolo è stata curata da Antonio Del Beato Corvi su iniziativa del Rotary Club di Sulmona.

È noto che il dialetto è una delle espressioni più significative della cultura di una comunità: sostanzialmente è uno degli elementi distintivi più caratteristici.

È certamente un valore importante che è giusto e doveroso conservare.

È pur vero che nell’ambito abruzzese interno, Peligno in particolare, per una serie di fattori socio-economici l’espressione dialettale, invece di essere un fattore di orgoglio, è stata considerata elemento dispregiativo da evitare, avendo come  rigorosa regola l’uso del migliore italiano possibile.

Le nuove generazioni in fondo stanno perdendo, non solo l’uso, ma anche la comprensione del dialetto.

Lu Principe licche risponde appunto all’esigenza di recuperare il valore della lingua diretta del popolo di Sulmona e di dimostrarne efficacia comunicativa e bagaglio culturale. 

Senza contare la soddisfazione degli abruzzesi emigrati che probabilmente conoscono solo il dialetto.

“La  versione in vernacolo “sulmontino”  de “Il piccolo principe “,  curata  dal concittadino Antonio Del Beato Corvi – così il Sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero – apprezzato poeta dialettale ed  autore di testi teatrali in dialetto sulmonese, va ad  impreziosire  la lunga lista di traduzioni, più di 300 lingue e svariati dialetti, che collocano il libro di Antoine de Saint –Exupery  al terzo posto nella classifica dei testi più diffusi su base mondiale, subito dopo la Sacra Bibbia e il Corano. Pertanto, esprimo un plauso tutt’altro che convenevole e formale all’autore della traduzione in vernacolo, Antonio Del Beato Corvi, che nel corso di questi anni, con i suoi versi e i testi teatrali in vernacolo, ha assolto  al commendevole incarico di preservare e valorizzare  il patrimonio del nostro dialetto.

Analogo apprezzamento sento di dover rivolgere al Rotary Club di Sulmona, che, coerentemente al  proprio mandato in ambito sociale e culturale, ha reso possibile l’edizione a stampa di questo pregevole lavoro di traduzione.”

Antonio Del Beato Corvi è nato a Sulmona dove grazie a Dio vive ancora.    Esordisce nel campo della poesia giovanissimo. Il suo primo premio in poesia, all’età di 8 anni gli viene per mano di una poetessa americana Gina Carano per la poesia “Dal tramonto al tramonto”.  Fra tutti gli elogi e premi ricevuti in seguito il più ambito e gratificante è, e rimarrà sempre, per lui, quello del padre  che, dopo aver letto  le poesie, le riterrà  degne di essere pubblicate. 

La prima raccolta di poesie in lingua “Sensazioni” verrà pubblicata nel 1976  riscuotendo un buon successo di critica. Successivamente pubblicherà con prefazione di Rino Panza, illustre poeta , critico e scrittore, un ulteriore  raccolta di poesie  “Pensieri“. Poi nel 1985, dopo un incontro con i poeti dialettali della Valle Peligna inizia a scrivere in vernacolo Sulmontino. 

Al primo concorso cui  partecipa, indetto dall’ “Associazione Italiana per il Mezzogiorno” di Napoli, si  aggiudica, con l’invio di solo  due poesie in vernacolo, il primo ed il secondo premio relativo alla Regione Abruzzo e Molise.

Il libro è attualmente in distribuzione e può essere già acquistato sul sito della casa editrice Freccia D’Oro www.frecciadoro.it