In seguito alle recenti dichiarazioni del direttivo della Lega Nord, e in particolare di Luca Cardi, riguardo alla partecipazione alla manifestazione del 22 novembre sull’ospedale di Cento, Orgoglio Centese ritiene necessario chiarire la propria posizione. Dietro la narrazione di una mobilitazione civica per la sanità pubblica si nasconde un intento politico evidente, costruito per usare la sanità come terreno di scontro e visibilità elettorale. Un progetto che nulla ha a che vedere con l’interesse pubblico, ma risponde solo alla ricerca di consenso.
Questo disegno emerge con chiarezza nella continua delegittimazione del personale sanitario che opera ogni giorno all’interno dell’ospedale, praticato da ex candidati e figure politiche locali credendo così di fare il bene di Cento e del suo Ospedale.
Forse qualcuno ha come obiettivo quello di ritagliarsi un ruolo da protagonista alle prossime elezioni nel centrodestra, come già più volte dimostrato e così facendo si cerca di usare la salute dei cittadini come elemento per creare dissenso.
Fa poi sorridere un appello da parte di un partito (o quello che ne rimane) come Lega a partecipare senza simboli di partito.
Proprio quella stessa politica che oltre due anni fa lanciò una raccolta firme per la difesa del punto nascite ma rigorosamente nelle piazze con le bandiere e i simboli dei partiti nonostante i reiterati appelli del Presidente del Consiglio Comunale affinché non si facesse un’operazione di parte ma tutti contribuissero allo stesso obiettivo e senza altri scopi.
La storia la conosciamo: la macchina dei partiti di centro destra raccolse da Ferrara a Castello d’Argile le stesse firme della lista Orgoglio Centese.
Anche quella volta come oggi l’iniziativa di Marco Gallerani, presidente di un comitato di cittadini, che non è chiaro se si sia mai costituito ufficialmente, fu a nostro avviso strumentalizzata.
Proprio per questo Orgoglio Centese non può prendere parte ad iniziative che probabilmente rischiano di servire più al disegno politico di qualcuno finalizzato a screditare chiunque non si allinei a una narrazione distorta. A questo si aggiunge il ruolo della presidente della Commissione Sanità, Beatrice Cremonini, figura del centrodestra, che da tempo non sta esercitando il proprio incarico nell’interesse della comunità, permettendo che questo disegno politico avanzi indisturbato. L’assenza di confronto istituzionale è un fatto: basti pensare che l’incontro organizzato dall’ospedale con la direttrice Natalini a Cento il, 5 dicembre, rappresentava il luogo più serio e corretto per discutere di sanità, ma si è preferito invece la strada dello scontro mediatico e della manifestazione.
Si sarebbe potuto attendere l’esito della commissione e se le attese non fossero state soddisfatte, organizzare la manifestazione. Questo avvalora ulteriormente i nostri dubbi in merito all’iniziativa.
Orgoglio Centese ribadisce che quella del 22 novembre è forse si una manifestazione per la salute dei cittadini, ma molti segnali ci fanno pensare ad una passerella elettorale. La sanità merita rispetto, collaborazione e soluzioni istituzionali, non strumentalizzazioni politiche né campagne personali costruite sulla pelle delle persone.
