
Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando segnali politici che confermano una frattura ormai evidente tra i territori del Nord e la Lega Salvini Premier, sempre più concentrata su una dimensione nazionale e sempre meno attenta alle esigenze locali.
L’espulsione di amministratori e militanti legati al territorio, le vicende politiche emerse a Comacchio, così come il recente passaggio dell’onorevole Davide Bergamini verso altri gruppi politici, non possono essere liquidati come episodi isolati. Al contrario, rappresentano il sintomo di una crisi profonda di identità e di rappresentanza.
La Lega che era nata per difendere il Nord, l’autonomia e i territori si è progressivamente, con Salvini, trasformata in un partito centralista, con decisioni prese a Roma e calate dall’alto, lontane dai bisogni concreti delle comunità locali. Chi continua a credere nel ruolo dei territori, nel radicamento amministrativo e nell’autonomia reale oggi fatica a trovare spazio e ascolto.
Questo disagio non riguarda però soltanto la Lega. In queste settimane il Patto per il Nord Emilia è stato contattato anche da persone iscritte o attive in diverse forze politiche, accomunate dalla stessa constatazione: i partiti nazionali, indipendentemente dal colore politico, hanno progressivamente abbandonato il Nord e i territori, riducendoli a semplici strumenti elettorali e decisionali subordinati ai centri di potere romani.
Per anni questo malessere è rimasto silenzioso, perché mancava un’alternativa credibile. Oggi quell’alternativa esiste. Patto per il Nord Emilia non nasce come contenitore di protesta né come operazione di palazzo, ma come progetto politico territoriale, autonomo e radicato, che rimette al centro il Nord, le comunità locali e la loro capacità di autodeterminarsi.
I percorsi politici che stanno maturando non rispondono a logiche di fretta né a decisioni calate dall’alto. Patto per il Nord Emilia è un progetto autenticamente federalista: crediamo che siano i territori, e non i vertici nazionali, a dover definire la linea politica e le priorità per il Nord.
Per questo i tempi di costruzione e di adesione richiedono ascolto, confronto e radicamento. Ogni territorio ha le proprie peculiarità, le proprie esigenze e le proprie sensibilità, che solo chi vive quotidianamente quelle comunità può conoscere davvero. È proprio questa scelta – rimettere al centro cittadini, amministratori locali e territori – a rendere Patto per il Nord Emilia un progetto vicino alla gente, concreto e credibile, in netta discontinuità con una politica nazionale sempre più distante dalla realtà locale.
Quando la politica smette di ascoltare il territorio, il territorio si organizza da solo.
Il Nord non ha bisogno di slogan nazionali, ma di rappresentanza vera.
Ghelfi Riad segretario regionale
Patto per il Nord Emilia
Ori Daniele responsabile organizzativo Patto per il Nord Emilia
