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RENAZZO: Chiesti due ergastoli per l’omicidio di Cloe Govoni

DiGiuliano Monari

Ott 7, 2016

omicidi-renazzoIl pm Ciro Alberto Savino ha chiesto l’ergastolo per i due giovani accusati di aver ucciso Cloe Govoni, la pensionata di 84 anni, barbaramente picchiata durante una rapina nella propria abitazione a Renazzo, in cui fu violentemente malmenata anche la cognata 53enne, Maria Humeniuc. (FONTE ESTENSE.COM)

Alla sbarra i due giovani di origine romena Leonard Veissel (26 anni) e Florin Constantin Grumeza (22 anni) che devono rispondere delle accuse di omicidio aggravato, tentato omicidio aggravato e rapina aggravata.

La richiesta di pena della procura al gup Piera Tassoni è stata quella di una condanna all’ergastolo con isolamento diurno, senza concessione delle attenuanti: il che – trattandosi di un rito abbreviato – apre le porte a una condanna all’ergastolo secco.

In aula c’erano anche le parti civili – i parenti della signora Govoni e la Humeniuc – rappresentanti in udienza dall’avvocato Salvatore Mirabile. “Il pm – è il commento del legale – ha chiesto l’ergastolo con 15 minuti di arringa, questo dimostra quanto siano schiaccianti le prove”. Anche il Comune di Cento si è costituito parte civile tramite l’avvocato Rita Gavioli: “Chiederemo un risarcimento del danno non patrimoniale, legato ai danni patiti in senso morale dalla comunità”.

Dentro c’erano anche loro Leonard Veissel (difeso dall’avvocato Fabio Chiarini del foro di Bologna) e Florin Constantin Grumeza (il cui difensore Giuliano Riva ha annunciato che rinuncerà al mandato). Proprio Grumeza durante un brevissimo interrogatorio ha confermato a monosillabi la sua seconda versione: ovvero che quel 6 novembre 2015 è intervenuto solo lui nell’abitazione di Renazzo, compiendo la rapina e l’aggressione. Non è bastato, per il pm le prime confessioni e le successive ritrattazioni non hanno aggiunto né tolto nulla alle indagini e anche per questo ha rifiutato la proposta di rito abbreviato condizionato a un supplemento d’indagine, posizione poi fatta propria anche dal giudice.

“Non vedo grandi spiragli”, commenta il difensore di Veissel, che aveva chiesto di far entrare nel processo un intercettazione effettuata in carcere tra Grumeza e i suoi familiari, in cui l’imputato avrebbe affermato di non aver compiuto la rapina con Veissel ma con un certo Andrij.

Il processo continuerà il 10 novembre prossimo, quando dovrebbe arrivare anche la sentenza.

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