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Il primo giornale telematico di Cento

Tanto caro fu il dehors e chi lo volle

DiMarco Cevolani

Giu 22, 2024

Passato il periodo del post covid, dove per favorire i locali tipo bar nella somministrazione al pubblico di cibi e bevande, si era aperta una sorta di deregolamentazione per l’utilizzo dei dehors, ossia lo spazio esterno ad un pubblico esercizio, ora i comuni prevedono una sorta di stretta e quindi occorre presentare la documentazione necessaria e sottostare a eventuali limiti e regolamentazioni.

La cosa ovviamente non riguarda solo il nostro comune e vede contrapposti alcuni comuni che vorrebbero regole più stringenti, per tutelare comunque il decoro pubblico e il governo che sarebbe predisposto a salvaguardare lo status quo, in favore degli stessi esercenti. 

Vediamo comunque di fare chiarezza su un aspetto: il discorso riguarda solo gli esercizi pubblici per la somministrazione di alimenti e bevande, sia le attività di artigianato o commercio alimentare in cui sia consentito il consumo sul posto di prodotti alimentari; un’edicola, un negozio di abbigliamento (tanto per fare alcuni esempi) non può pretendere di avere uno spazio esterno per esporre la propria merce, come avviene durante lo sbaracco.

E qui nasce, almeno stando ai rumori della piazza, una prima lamentela, dato che alcuni commercianti vorrebbero potersi “allargare” all’esterno.

La seconda lamentela che serpeggia, a quanto pare, fra diversi pubblici esercenti è la procedura per poter avere un dehors, a loro dire un po’ complessa: il regolamento infatti prevede che il progetto, ossia la domanda integrata di elaborati grafici e di una relazione, sia sottoposta al vaglio della giunta, inoltre, in certi casi è necessario l’assenso da parte dei proprietari degli edifici prospicienti l’area interessata, più una serie di adempimenti amministrativi, che per essere espletati, il povero esercente deve avvalersi di una figura professionale, quindi con l’aggiunta di altri costi.

Si dice che la via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni? Sicuramente la via per il dehors è cosparsa di una infinità di cavilli burocratici, o di buche, visto che siamo a Cento.