PIEVE DI CENTO: L’addio a ‘Checco’ Cavicchi, campione di pugilato – Un uomo buono

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Di Giuliano Monari – “Era un uomo buono”. Francesco Caviccchi, campione europeo di boxe da Pieve di Cento era, detto da tutti, un uomo buono. Concetto ribadito più volte da don Alberto Di Chio durante l’omelia al funerale che si è tenuto ieri mattina nella Cappella interna al cimitero di Pieve di Cento. E ad accompagnare il ‘gigante’ buono, il pugile che tanti onori aveva dato alla su Pieve c’era davvero tutta la comunità. Amici, perenti con in testa i figli Claudia e Sanzio, e tantissimi compaesani che hanno voluto accompagnare per un’ultima volta il loro amico nell’ultimo viaggio. Si è spento all’età di 90 anni il grande pugile pievese Francesco Cavicchi, ‘Cesco’, come era chiamato amabilmente un po’ da tutti. Novant’anni compiuti lo scorso 12 maggio quando, circondato dall’affetto della sua famiglia ricevette dalle mani del sindaco di Pieve Sergio Maccagnani una targa a ricordo del giorno del suo compleanno. Poi, pochi giorni fa, per il grande pugile è suonato l’ultimo gong. Checco Cavicchi, Cesco per i suoi concittadini Pievesi era un pugile dei pesi massimi che negli anni ’50 fu l’idolo di tutti gli italiani che lo elessero “il nuovo Carnera”. Ha combattuto da professionista 89 incontri vincendone 71 dei quali 45 per KO. Durante la sua carriera pugilistica Cavicchi riuscì a portare 60.000 persone allo stadio comunale di Bologna per il suo famoso match per la corona europea dei pesi massimi contro il favorito di Dortmund, Heinz Neuhaus. E invece vinse nettamente Cavicchi e da allora fu per tutti “il mitico Cavicchi”. Cavicchi era un pugile buono ma molto potente. Una forza terribile ed implacabile nelle sue grandi mani: “I eren nusòn da sbrisler al carbur” erano soliti affermare i suoi fans (Erano dei nocioni – colpi duri – da sbriciolare il carburo (ndr). “Durante la sua lunga vita – ha detto don Alberto – ha lasciato un segno profondo Francesco, non soltanto nella sua famiglia, non soltanto nel suo paese, ma anche nella storia e, come da tutti è stato ribadito, era un uomo buono, era un cristiano buono e credeva in Gesù Cristo mantenendo il dono della fede fino alla fine dei suoi giorni, tanto che durante la sua vita ha diffuso questo suo sentimento di bontà, di gentilezza. Dobbiamo ringraziare il fatto che ha avuto questa grazia di avere la fede, mantenerla intatta e lasciarsi guidare nella fede del Signore”. Duro, implacabile ma leale sul ring e ‘uomo buono’, cordiale con tutti nella vita di tutti i giorni. Anche il Sindaco Maccagnani lo ricorda: “Francesco Cavicchi è stato un grande campione sul ring e nella vita. Esprimo a nome mio e di tutta la comunità di Pieve le condoglianze ai familiari, ai parenti, agli amici di Francesco. Sono passate poche settimane dai festeggiamenti dei tuoi 90 anni. Non dimenticherò mai la passione che lo animava, l’attaccamento a questa terra, i suoi ricordi sempre lucidi delle sue imprese! Riposa in Pace grande Campione Francesco Cavicchi! La comunità di Pieve non perderà occasione per ricordarlo come si deve ad un grande campione sul ring e nella vita!” Il feretro è proseguito per la tumulazione nel locale cimitero.

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