Banca Centro Emilia: Con 1463 voti favorevoli la Banca centese approva la fusione per incorporazione con il Credito Cooperativo Reggiano

Di Giuliano MONARI – Arrivano un pullman da Carpi ed uno da Comacchio e tanti altri soci dal territorio storico centese per partecipare all’Assemblea Straordinaria di Banca Centro Emilia.

A Casumaro, si riempie così la Sala Polivalente per rispondere all’invito dell’Istituto di Credito Cooperativo con sede a Corporeno, che ha chiamato i suoi soci a partecipare ad una Assemblea che scriverà una pagina importante della sua storia e che per questo è chiamata a deliberare in seduta straordinaria. Si decide infatti la fusione per incorporazione con il Credito Cooperativo Reggiano (CCR), BCC di 10 filiali con sede a Scandiano, e si completa l’adesione al Gruppo Bancario di Cassa Centrale Banca, così come previsto dalla Legge di Riforma del Credito Cooperativo varata da Governo Renzi nell’aprile del 2016. Sono 1463 i voti favorevoli al progetto di fusione(contrari 8 astenuti 6) che porterà Banca Centro Emilia (così infatti continuerà a chiamarsi la Banca dopo l’operazione di fusione che avrà decorrenza a partire dal 1° Dicembre) ad estendersi in un territorio ampio e con una grande diversificazione settoriale: dalla meccatronica del reggiano, all’automotive di Cento, dal biomedicale di Mirandola alla filiera turistica ed enogastronomica del parmense e dei lidi ferraresi, permettendo così di cogliere nuove ed interessanti opportunità di sviluppo commerciale con una dimensione organizzativa più rispondente alle esigenze del mercato. Il voto a Corporeno arriva dopo quello dei soci del Reggiano, anch’essi riuniti per votare la fusione e che hanno approvato il progetto a maggioranza assoluta. “Avremo una banca di 27 filiali con sede e direzione a Corporeno ed una base sociale di oltre 16.500 soci” annuncia ai presenti Giuseppe Accorsi che continuerà a presiedere il CdA dell’Istituto. E, sottolinea Giovanni Govoni che continuerà a guidare la banca, “unite, CCR e Banca Centro Emilia, avranno 88 milioni di € di patrimonio,impieghi netti per 971 milioni di € ed una raccolta totale di 1.539 milioni di €. Sulla base di questo Banca d’Italia ha approvato un piano industriale ambizioso che prevede, fra l’altro l’apertura mirata di filiali per chiudere i territori. Continueremo quindi a perseguire la nostra missione rimanendo vicini alle esigenze di famiglie e imprese dei territori in cui operiamo ed opereremo in futuro”.

Agli interventi dei soci risponde il Direttore Generale “L’operazione è sfidante ma non scellerata, ed io non sono preoccupato, sono determinato. Con il giusto tempo ed il nostro modello organizzativo riusciremo ad incidere sui costi e a sviluppare significativamente la redditività. Certamente dovremmo fare dei sacrifici ma è in atto una selezione darwiniana o mangi o sei mangiato. Siamo assolutamente convinti che il nostro modello organizzativo possa estrarre quel potenziale inespresso che ancora non si riflette nel conto economico del Reggiano. La loro è una banca giovane, a differenza della nostra che ha oltre un secolo di storia, e che ha fatto investimenti in tempi di crisi economica. Il nostro obiettivo nei tre anni a banca fusa è quello di raggiungere i 6 milioni di utile. Dobbiamo assolutamente cogliere questa grande opportunità di sviluppo per la nostra banca che rimane, a seguito delle vicende di Carife e Caricento, l’unica banca locale. All’ordine del giorno anche il completamento del percorso di adesione della Banca al Gruppo Bancario Cooperativo di Cassa Centrale già deliberata dall’Assemblea dei Soci l’11 Maggio del 2017. La Legge di Riforma del Credito Cooperativo prevede l’obbligatorietà per tutte le BCC italiane di aderire ad un Gruppo Bancario Cooperativo in grado di assicurare maggiore stabilità e garanzie alle BCC che rimarranno radicate nei rispettivi territori. A tal proposito Govoni ricorda ai soci che la decisione compiuta a Maggio dello scorso anno,e che ha portato a scegliere per il Gruppo Trentino di Cassa Centrale, alternativo a quello della romana Iccrea Banca, è stata motivata dalla garanzia di continuità del business e dalla qualità dei servizi già sperimentata da soci e clienti nell’ambito della consulenza ed in particolare del risparmio gestito e banca assicurazione. Inoltre l’adesione avverrà secondo un modello risk based, che assegna alle banche con i migliori fondamentali per quanto riguarda l’assetto patrimoniale, la capacità reddituale e la qualità della governance, maggiore autonomia strategica e decisionale. Banca Centro Emilia ha ottenuto dalla Capogruppo un rating tripla A che la colloca nel primo quartile fra le oltre 90 banche del perimetro di Cassa Centrale e quindi con il livello massimo di autonomia nel territorio.

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