La chiesa di Sant’Anna è stata restituita alla comunità di Reno Centese

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È stata restituita, martedì 9 luglio, a Reno Centese la sua chiesa di Sant’Anna, dopo i restauri post sisma.

È stata organizzata una bella e partecipata festa, celebrata peraltro nel giorno del martirio del Sant’Elia Facchini, che ha avuto il suo culmine nella messa presieduta dall’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, alla presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni e delle realtà del territorio.

La comunità parrocchiale ha espresso tutta la propria gioia nel «rientrare a casa dopo sette anni: anni difficili, ma durante i quali si è anche scoperto un modo diverso di essere chiesa»: «Questo edificio ci è mancato perché rappresenta la nostra storia: chi siamo stati , chi siamo ed è la chiesa di Sant’Elia».

Sulla gratitudine e sul senso di responsabilità si è soffermato anche monsignor Zuppi. «Siamo tornati a casa: ricordarsi di una casa ci aiuta a ritrovare la strada e a non sentirci perduti. Questa è una casa ‘larga’ nell’accoglienza e nell’amore: continuiamo a costruirla giorno per giorno».

A don Marco Ceccarelli il compito dei ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile il percorso di ricostruzione, fino alla riapertura. «Abbiamo vissuto momenti difficili: abbiamo accettato cambiamenti, per ritrovarci comunità, e praticato l’attesa, che ha reso questa giornata molto speciale. Ricordiamo che nei giorni di distruzione, come recita l’adagio, invece di maledire il buio è meglio accendere una lampada».

«Cogliamo l’opportunità di questa riapertura – ha aggiunto il sindaco Fabrizio Toselli – per leggervi il senso e la volontà di rinascita dei nostri luoghi e del nostro essere comunità. Facciamone un’occasione, oltre che di grande gioia, di gratitudine verso chi ci ha sostenuto e chi ha lavorato per curare le ferite materiali e non, e di speranza, perché abbiamo toccato con mano che anche nelle circostanze che ci sembrano più buie sappiamo trovare in noi le risorse per andare avanti e in questo procedere e in questi cambiamenti lo stimolo di crescere».

L’assessore regionale alla Ricostruzione, Palma Costi, ha tracciato un quadro di quanto realizzato nel post terremoto. «Abbiamo fatto tanta strada e, anche se ancora ne è rimasta, non era così scontato. Dove siamo arrivati oggi è il frutto del lavoro di molte persone, di un impegno profuso tutti insieme e di scelte oculate. Il sisma ha coinvolto sei diocesi e 300 chiese sono risultate inagibili: 123 sono già state riaperte». Fra queste Sant’Anna.

La chiesa di Sant’Anna è stata restituita alla comunità di Reno Centese. Il sindaco di Cento Fabrizio Toselli: “
Spazi come le chiese dimostrano l’importanza di condividere, di avere punti di riferimento in comune, di avere qualcuno verso il quale guardare. Proprio questo essere insieme ci ha consentito di attraversare, non solo indenni ma fortificati, una prova durissima come il terremoto, che scuote la terra ma anche le vite. Lo abbiamo fatto riunendoci attorno ai sentimenti di solidarietà, di partecipazione e di socialità, occupandoci gli uni degli altri e quindi di tutti.
Insieme abbiamo retto l’urto. Insieme abbiamo, come si suol dire, deciso di rimboccarci le maniche. Insieme siamo ripartiti. E insieme stiamo non solo ricostruendo, ma costruendo un futuro migliore.
Cogliamo dunque l’opportunità di queste riaperture per leggervi il senso e la volontà di rinascita dei nostri luoghi e del nostro essere comunità. Facciamone un’occasione, oltre che di grande gioia, di gratitudine verso chi ci ha sostenuto e verso chi ha lavorato per curare le ferite, materiali e non, e di speranza, perché abbiamo toccato con mano che anche nelle circostanze che ci sembrano più buie sappiamo trovare in noi le risorse per andare avanti e per trovare in questo procedere e in questi cambiamenti lo stimolo di crescere”.

Immagini dal profilo di Fabrizio Toselli

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