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“A Cento disabili senza più borse lavoro” la denuncia arriva dall’Associazione Tutela del Consumatore per bocca di Barbagallo

DiGiuliano Monari

Gen 10, 2015

rocca_piazzaleASSOCIAZIONE TUTELA DEL CONSUMATORE ATTRAVERSO IL SUO DELEGATO Antonino Barbagallo dichira: Sono costretto a fare questa pubblica denuncia civile, contro la miseria morale che ci circonda e l’insensibilità mostrata dall’amministrazione comunale di Cento
In questi giorni, la vita di molte Persone disabili che usufruiva di una borsa lavoro inserite in strutture del Comune di Cento e delle loro Famiglie è stata sconvolta dal ricevimento di una telefonata nel periodo di Natale, con la quale il Servizio Politiche per i Disabili ha comunicato, non solo annuncia con scarsissimo preavviso che a fine anno 2014 il tirocinio sarebbe cessato. “Ci sono dei ragazzi disabili che sono stati lasciati fuori da qualsiasi forma di reinserimento sociale” – ha dichiarato Barbagallo, responsabile Associazione tutela del consumatore – “sono persone sensibili e non stabili psichicamente, ma vogliamo sapere qual è il loro destino!
Sono stati abbandonati.” Ma la finalità di queste borse lavoro non era l’inclusione sociale e l’integrazione in un ambiente di lavoro dei disabili ? Sono soprattutto le amministrazioni pubbliche che devono capire che queste persone non possono essere abbandonate a loro stesse, ciò vorrebbe dire farle precipitare in un baratro sempre più grande. Credo che queste poche righe diano già il senso di cosa voglia dire la vera integrazione attiva e non passiva. Oggi verifichiamo che ogni Istituzione domanda ad altri Enti le responsabilità; in effetti non ci sono più soldi per le borse lavoro perché? L’esperienza ha insegnato che moltissimi ragazzi assegnati all’ambito lavorativo hanno contribuito positivamente al risparmio economico all’interno delle strutture là dove sono stati inseriti e adesso sentirsi dire che “non ci sono più soldi” fa molto male e suona anche stonato, perché ci si chiede dove siano finiti i fondi. I soldi si usino per la tutela dei diritti dei cittadini, e non più per creare clientelismo e finanziare cose utili per la comunità.

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