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Accorsi: propongo alla Regione une legge a sostegno del Carnevale di Cento

DiFONTE COMUNICATO STAMPA

Ago 23, 2021

I carnevali storici, ormai da un triennio riconosciuti come patrimonio di grande valore della nostra tradizione grazie agli stanziamenti messi a disposizione dal FUS, sono stati tra i primi eventi a chiudere i battenti nel febbraio del 2020 e ancora oggi faticano a rilanciarsi per via dell’incertezza legata alla pandemia.
Tema che tocca da vicino i cittadini, perché il carnevale non è solo un momento goliardico e di divertimento; è soprattutto una manifestazione di identità dei luoghi, che valorizza i centri storici creando indotto per turismo ed economia, oltre a rappresentare un momento indispensabile di socialità e dello stare insieme.
Ma c’è di più. Il carnevale è anche l’unico modo di conservare e tramandare il mestiere della lavorazione della cartapesta, professionalità che non trova il giusto spazio nei percorsi di studi superiori e che poggia unicamente sulla passione dei tanti volontari che durante l’anno vivono gli hangar.
Una manifestazione che ha cercato di rilanciarsi negli ultimi anni, investendo in maniera importante sulla costruzione dei carri, sugli ospiti, sul recupero del circuito cittadino. La pandemia ha riazzerato tutto, creando una situazione di sostanziale stallo.
Un colpo ancor più duro per una città che aveva conosciuto poco prima il terremoto.
Ma si può ripartire e in questo la Regione deve fare la sua parte nell’assicurare un sostegno concreto al settore. A tal proposito ho proposto agli Assessori regionali competenti l’istituzione di un fondo convisione almeno triennale a tutela dei carnevali storici dell’Emilia-Romagna, trovando da parte loro già ampia disponibilità. Destinando le risorse alle voci di costo già indicate dal Fondo Unico per lo Spettacolo:
a) allestimento di carri allegorici e costumi;
b) allestimento di spazi urbani;
c) pubblicità e promozione.
Voci da integrare, con ulteriori stanziamenti che possano riguardare progetti speciali, quali:
d) la messa in sicurezza degli ambienti in cui i carri vengono costruiti (messa a norma dei protocolli covid, acquisto per dpi e attrezzature particolari, manutenzioni straordinarie);
e) la creazione di momenti di promozione e l’insegnamento del mestiere del cartapestaio nelle scuole.
Propongo infine che anche per le associazioni dei carristi vengano previste misure di ristoro, per consentire loro di operare nella piena sostenibilità economica.
Il rilancio di un evento così importante per Cento passa da qui: da fatti concreti, da risorse certe e da progettualità che guardino ai prossimi anni. La pandemia finirà, e dobbiamo farci trovare pronti.

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