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Cento 5 Stelle: “La Partecipanza non rispetta la dignità di genere” – Presentata la richiesta di un ordine del giorno in Comune

DiGiuliano Monari

Dic 2, 2014

conferenza 5 stelle su partecipanza 2dic2014Di Giuliano Monari

Conferenza stampa del gruppo CENTO 5 STELLE per presentare un’importante iniziativa politica. Il Movimento ha protocollato al Comune di Cento una “richiesta di presentazione di un ordine del giorno per il rispeto della dignità e dei diritti delle donne centesi nella Partecipanza Agraria di Cento”. Oggi, spiegano, “è il lancio di una campagna di mobilitazione che verrà portata avanti con azioni a livello intercomunale, regionale e forse anche nazionale”. Secondo noi – spiegano Corrado Farinatti, Sandra Zagni, Davide Savastano, Sandra Zagni e Mauro Bernardi – la Partecipanza Agraria di Cento fa una discriminazione di genere. Dall’epoca di fondazione ancora oggi i terreni della Partecipanza vengono assegnati ai soli eredi maschi: le donne sono escluse sia dalle elezioni che dalla divisione dei capi”. Quindi – aggiungono – “abbiamo presentato un ordine del giorno per il rispetto della dignità e parità di diritti tra uomini e donne. A tutt’oggi, con lo Statuto vigente, un padre che ha solo figlie femmine non potrà fare averi il capo alle figlie. Pensiamo che il consiglio comunale di Cento possa e debba prendere posizione in merito a questa istanza. La porteremo anche più in alto, fino al presidente della Repubblica. Si tratta dunque – sottolinea Bernardi – di stabilire un principio di diritto di parità di genere. Altre realtà si sono già adeguate alle nuove regole. Chi rimane così accanito è radicato al passato dimentica che ora siamo nel 2014”. Questa per il Movimento Cento 5Stelle rappresenta “la prima uscita ufficiale che ci vede operativi su questioni pratiche molto sentite dai cittadini. Noi mettiamo in campo la nostra credibilità politica per porre definitivamente fine a questa discriminazione di genere. Il comune non può più fare finta che non esista il problema che sul territorio esiste un Ente che discrimina così fortemente le donne. Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, la questione la porteremo fino alla Corte dell’Aia, perché abbiamo due capisti disposti a fare ricorso”.

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