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FRATELLI D’ITALIA: Il Portavoce Savignac si è dimesso – “Vecchio modo di fare politica e promesse di primarie non mantenute” – Ora si attende la nomina del nuovo Portavoce

DiGiuliano Monari

Set 29, 2014

 

il video integrale della conferenza stampayoutubedimissioni savignacDi Giuliano Monari

  Da oggi George Savignac non è più Portavoce comunale di Fratelli d’Italia. Con una breve conferenza stampa l’ex Portavoce ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a questa “dolorosa” decisione. Ora si attende la nomina del suo successore che dovrà prendere l’eredità in un momento particolare dove si stanno già organizzando gli schieramenti che dovranno prendere parte alle prossime elezioni comunali a Cento nel 2016. L’intervento integrale di Savignac:   Dimissioni da portavoce di Fratelli d’Italia circolo di Cento. Carissimi, vi comunico che da oggi io non sarò più il portavoce locale di FdI, avendo dato le dimissioni da tale ruolo. E’ stata la decisione più difficile che abbia mai preso, meditata con calma e senza isterismo, presa con tutta la consapevolezza delle conseguenze che questa decisone porta con se. Ritengo per tanto di dovervi una spiegazione: Fratelli d’Italia era nata dai fuori usciti del PDL con lo scopo di creare un partito di centro destra, capace di raccogliere l’eredità di quella che fu Alleanza Nazionale, mostrando allo stesso tempo un nuovo modo di fare politica. Sarebbe dovuto essere un movimento che guardava agli insegnamenti del passato, ma attento alle esigenze odierne, in un momento in cui i partiti avevano mostrato il peggio di loro stessi. Quando ho aderito a FDI, l’ho fatto sulla promessa che non sarebbe stato un partito dove le decisioni sarebbero state prese esclusivamente da dirigenti non eletti,  bensì dai cittadini, attraverso primarie e congressi. Le primarie dovevano essere la base tramite cui i cittadini avrebbero riacquistato potere sulla politica, permettendo poi a chi fa militanza attiva nel partito di essere parte integrante delle decisioni. Io e molti altri iscritti abbiamo creduto a quelle promesse, contraccambiando  con il massimo impegno nella politica locale. Credo che nessuno possa giudicare i militanti locali, dicendo che non hanno dato il massimo o, nel mio caso, che non sono stati all’altezza dei compiti assegnati. Credo però che lo stesso non si possa dire dei vertici nazionali e regionali. E’ passato ormai un anno e mezzo da quando FDI è nato ed è arrivato il momento di giudicare oggettivamente se le promesse fatte sono state mantenute e se la direzione che il partito sta intraprendendo sia quella corretta. Quanto alla promessa di una democrazia eletta dal basso, bisogna prendere atto che su 3 elezioni fin qui svolte (politiche, europee e comunali di Ferrara), in nessun caso i candidati sono stati scelti tramite primarie, ne tantomeno si è potuto decidere le alleanze. Inoltre i vertici locali, provinciali e regionali, sono tutti stati scelti dall’alto e non dai tesserati. Io stesso avrei voluto essere eletto e non scelto, ma ancora oggi questo non è stato possibile. Spesso alla mia insistenza sull’importanza di rispettare queste promesse fatte, mi è stata data un’unica risposta: la mancanza di tempo. Ma quando si continua a rimandare qualcosa di così semplice come le primarie e congressi, che realmente si posso organizzare in 2 settimane appena, significa che non vi è la reale volontà di farli. Ancora non si sa quale sarà il candidato alla presidenza della regione, ma una cosa già si sa: Fratelli d’Italia non organizzerà le primarie e le alleanze saranno decise a Roma tramite soliti accordi da vecchia repubblica. La Regione decide su fondi, sanità, infrastrutture, tocca con mano la vita quotidiana delle famiglie e del tessuto lavorativo, influisce sulla sicurezza delle nostre città. Ha gestito tutto il post terremoto. In Emilia Romagna FdI può vantare ben 3 coordinatori e un consigliere regionale, i quali avrebbero dovuto occuparsi di organizzare una strenua opposizione all’operato politico di un consiglio comunale composto da indagati e presieduto da un condannato, tramite azioni concrete, informando l’elettorato del malgoverno e delle disonestà riscontrate, organizzando campagne e mobilitazioni a livello regionale, scendendo nelle piazze. L’attività svolta è stata invece priva del coordinamento e del mordente necessari, limitandosi spesso ad infruttuose interrogazioni. Personalmente, ho fatto notare più volte il mio disappunto, restando essenzialmente inascoltato. Cosa ancor più grave, i vertici hanno deciso di ricandidare le stesse persone che hanno deluso me e i cittadini che sento di rappresentare. Quelle stesse persone invece di candidarsi, si sarebbero dovute far da parte, per lasciare il posto a nuove figure e nuove professionalità che fin qui si erano attivate in FDI; l’impressione è che in realtà la facciano da padrone nelle scelte dell’intero gruppo. Alla luce di tutto questo, ho deciso di ribellarmi a modo mio, prendendo la decisione di dimettermi da portavoce comunale. La mia onestà non mi permette di rappresentare un partito che smentisce le stesse regole su cui è stato fondato, non me lo permette per rispetto di tutte quelle persone che mi hanno dato fiducia fino ad ora. Se stessi in silenzio, avvallerei indirettamente quel modus operandi che in definitiva ha rovinato la politica, che ha deluso militanti e cittadini, che impedisce a tante brave persone di migliorare il nostro paese. Io mi ribello per poter guardare negli occhi con la coscienza pulita i lavoratori, gli imprenditori, gli industriali e in definitiva tutti i cittadini che sanno che di me si possono fidare. Lascio con dolore delle persone eccezionali che, partendo da Ferrara fino ad arrivare a Cento, hanno combattuto assieme a me tante battaglie, con le quali ho creato personalmente un livello d’amicizia che supera la politica e che si è trasformato in un profondo affetto. A loro chiedo di non portarmi rancore per la mia scelta. Ma devo lanciare un segnale tangibile ai vecchi professionisti della politica: le promesse vanno mantenute, altrimenti saranno loro a dover scendere in piazza per giustificarsi con i cittadini in campagna elettorale,non più i militanti, che hanno sempre messo la faccia per scelte che non dipendevano da loro. Lascio al momento incompiuto il progetto di riunificazione del centro destra che avevo in mente, un progetto che avrebbe dovuto lasciarsi alle spallegli errori del passato, per proiettarci nuovamente alla guida della città. Non so chi prenderà il mio posto, ma spero che raccolga il testimone di quel nuovo modo di fare politica che ho portato a Cento. A chiunque sia chiedo di non darbattaglie alle distinte realtà imprenditoriali e associazionistiche presenti sul territorio (come nel centro destra è già capitato), ma anzi di essere per loro un punto di riferimento come auspico di essere stato io. Gli chiedo di continuare a combattere quella sinistra che sta rovinando la città attraverso scelte sbagliate ed un atteggiamento ottusamente chiuso all’ascolto e al confronto che anche in questi giorni è stato messo in luce. Io ora mi prendo una vacanza dai partiti e dalle loro logiche, ben conscio che la mia voce non rappresenterà più una percentuale di elettori, ma solo quella di un libero cittadino che vuole migliorare il proprio paese. La politica rimane una mia grande passione e quando si ripresenterà l’occasione di lavorare ad un progetto politico serio e coerente, riprenderò l’impegno attivo. Per ora, con tutta l’umiltà possibile, non sarò più a disposizione dei partiti ma solo dei centesi, al servizio dei quali continuerò sempre a mettere il mio entusiasmo, le mie idee, i miei progetti e la mia onestà.   Georges Savignac

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