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Il primo giornale telematico di Cento

LETTERA DEL SINDACO DI CENTO AL PREMIER

DiGiuliano Monari

Apr 22, 2020

Egregio: Avv. Giuseppe Conte
Dott. Stefano Patuanelli
Dott. Stefano Bonaccini
OGGETTO: DOCUMENTO A SOSTEGNO DELL’IMPRENDITORIA
Egregio Presidente del Consiglio,
Egregio Ministro dello sviluppo economico,
Egregio Presidente della Regione Emilia Romagna,
chi Le scrive è il Sindaco di Cento FE, un comune di oltre 35.000 abitanti nel pieno cuore
dell’Emilia e del cratere del terremoto 2012. Il nostro è un territorio fatto di gente tenace ed
orgogliosa di quanto, dal dopoguerra ad oggi, è riuscita, con le sole proprie capacità e la propria
inventiva, a costruire.
Ho deciso di prendere carta e penna per contattarla, attraverso una lettera, e far presente in
maniera diretta quelle che sono le problematiche e gli umori degli imprenditori del territorio
Centese che rappresento ed amministro.
Premetto che lo spirito non è quello della polemica ma quello della proposta costruttiva e giusta
per tentare di dar fiato al mondo delle imprese e delle attività commerciali che sono sul mio
territorio, ed evitare scenari tragici che all’orizzonte si mostrano già con chiusure, inevitabili
perdite di posti di lavoro e moltiplicazione del disagio sociale.
Ho preso atto di quanto il Governo e Regione abbiano messo in campo in termini di sostegno e
garanzie per accesso al credito.
Ritengo però che quanto fatto non sia la reale esigenza dei tempi.
Abbiamo necessità di scelte ancora più coraggiose e incisive;
Mi metto a capo e promotore di idee di un comparto, il mondo imprenditoriale e del commercio
locale, che ha sempre dato tanto in termini di pagamento delle tasse e che oggi merita da tutte
le istituzioni un segnale forte.
Questo comparto, causa dell’emergenza sanitaria, è completamente fermo, con attività, cantieri,
negozi chiusi;
COMUNE DI CENTO
SINDACO
Via Guercino, 62 44042 Cento (FE) Italia – Tel. 051 6843111 – Fax 051 6843120 – c.f. 81000520387
www.comune.cento.fe.it – comune.cento@cert.comune.cento.fe.it
COSA CHIEDIAMO
ritengo che questi aiuti debbano necessariamente viaggiare su due binari: da un lato
riconoscere all’impresa una somma a fondo perduto per il mancato incasso relativo ai mesi di
chiusura (imposti dal decreto) e prevedendo inoltre una somma, una tantum, a titolo di
avviamento della fase 2 di ripresa che non sarà semplice.
Dall’altro lato è indispensabile prevedere una riformulazione della pressione fiscale. in modo
tale che non risulti che da una parte si da e dall’altra si toglie.
L’arrivo delle tasse, a Giugno, può rappresentare un esempio concreto di aiuto.
Togliere e non sospendere o ridurre tale pagamento, ovviamente tenendo
conto di quanto si toglie, per erogare da subito quella liquidità che le aziende necessitano.
Sono un Sindaco che ha vissuto e gestito la fase del terremoto del 2012 in Emilia Romagna e
queste richieste, presentate all’allora Governo Monti, rimasero inascoltate e soprattutto
significarono, per un settore come il commercio locale, la chiusura di attività e negozi di vicinato
che tanto sono importanti per il sostegno e la vita sociale di una comunità.
Condivido sul fatto che una ripartenza possa passare per una fase di sblocco cantieri di
infrastrutture e di cantieri pubblici perché il settore edile e tutto l’indotto di artigiani che ruota
attorno all’edilizia, già pesantemente provato da un crisi storica dal 2008 ad oggi, possa essere
un volano per il rilancio del nostro paese; ovvero prevedere nei prossimi giorni una vera
riduzione della burocrazia e dei tempi di affidamenti di appalti pubblici.
Troppo tempo passa dal momento in cui comincia una gara al momento in cui l’impresa
vincitrice comincia i lavori; capisco l’importanza dei controlli perché la legalità viene al primo
posto ma non deve essere motivo di lungaggini che in questo momento ostacolano un rilancio
economico.
Da una situazione di emergenza e difficoltà si possono compire scelte straordinarie e
coraggiose che fanno accendere quella scintilla che in una situazione ordinaria non sarebbe
possibile.
Queste mie richieste sono frutto di confronti con imprenditori locali che mi hanno manifestato le
loro preoccupazioni e difficoltà, in quanto Sindaco ho il dovere morale di riportare a tutte le
istituzioni la situazione reale in cui si trova il mio territorio.

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