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RACCONTIAMO STORIE …TESTIMONIAMO PER NON DIMENTICARE E NON CONFONDERE – L’ISTITUTO “IL GUERCINO” INCONTRA MARIA PERI, NIPOTE DI ODOARDO FOCHERINI

DiFONTE COMUNICATO STAMPA

Gen 28, 2022

«Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, cosa fanno patire agli Ebrei, non rimpiangeresti se non di non averne salvati in numero maggiore…»
(Odoardo Focherini, conversazione con il cognato Bruno Marchesi nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna)

In un incontro meet in cui la prof.ssa Maria Peri ha incontrato le classi quinte della scuola primaria Carducci” e le classi quinte insieme alle classi prime della scuola secondaria “Il Guercino”, è stata ricordata la storia dell’emiliano Odoardo Focherini. Già dal 1938, secondo testimonianze di ebrei della Comunità ebraica modenese, Focherini si attiva per agevolare la fuga di perseguitati verso la Spagna e l’America Latina. Nel 1942 iniziò l’attività di Odoardo in soccorso degli ebrei, procurandosi carte d’identità in bianco, compilandole con dati falsi per consegnarle ai perseguitati ed accompagnarli fino al confine con la Svizzera. Trovato un fidato amico e compagno in don Dante Sala (parroco di San Martino Spino, frazione del comune di Mirandola)  Focherini riuscì a mettere in piedi un’efficace organizzazione clandestina, capace di condurre in salvo oltre cento ebrei (uomini, donne, anziani e bambini) che a lui si affidarono. Fu sorpreso e internato nel campo di concentramento di Fossoli per essere deportato in Germania dove arriva il 7 settembre, nel campo di concentramento di Flossenbürg con il cosiddetto Trasporto 81 e poi nel sottocampo di Hersbruck (non lontano da Norimberga), dove trovò la morte il 27 dicembre 1944 a causa di una setticemia conseguente ad una ferita alla gamba.  

Di questi terribili mesi di prigionia fra il carcere e i lager rimangono come testimonianza preziosissima le lettere (pubblicate per la prima volta nel 1994) che Focherini, clandestinamente e non, riuscì a far pervenire alla moglie Maria, ai genitori e agli amici.

E’ iscritto all’Albo dei Giusti tra le nazioni a Yad Vashem (onorificenza ebraica conferita ai non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita).

I ragazzi e le ragazze hanno ascoltato in silenzio e con commozione questa storia emiliana cosi vicina a noi e sono intervenuti con domande e curiosità partecipi al valore della convivenza civile, del rispetto della diversità e della pace tra i popoli.

L’incontro verrà ripetuto per le classi seconde e terze della scuola secondaria e parteciperà anche il sindaco di Cento, Edoardo Accorsi.

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