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La Fondazione Teatro G.Borgatti di Cento a Ferrara- DOMANI-nel debutto dell’opera lirica NORMA di Vincenzo Bellini. In arrivo a Cento (all’aperto in piazzale della Rocca e nell’ambito di Cento Notti D’estate) giovedì 1 luglio p.v.

DiFONTE COMUNICATO STAMPA

Giu 14, 2021
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La Fondazione Teatro G.Borgatti di Cento a Ferrara- DOMANI-nel debutto dell’opera lirica NORMA di Vincenzo Bellini. In arrivo a Cento (all’aperto in piazzale della Rocca e nell’ambito di Cento Notti D’estate) giovedì 1 luglio p.v. 
Tutto pronto per il debutto dell’Opera lirica di Vincenzo Bellini, “Norma” previsto al Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”, domani alle ore 20.30, per la regia di Maria Cristina Osti. Un progetto che ha messo in campo le sinergie di Fondazione Teatro G.Borgatti, Associazione Parma OperArt APS  e Teatro Comunale di Ferrara e che farà tappa anche alla Reggia di Colorno (RE), nel “Summer Reggia Opera Festival” martedì 29 giugno p.v. e, naturalmente, a Cento, giovedì 1 luglio p.v. sotto il cielo stellato del Piazzale della Rocca di Cento, nell’ambito di “Cento Notti D’estate 2021”.Nota d’orgoglio citare la presenza di nostri concittadini impegnati nella realizzazione (la scenografia è a cura di Alessandro Ramin) e nell’interpretazione (Alberto Bianchi Lanzoni nel ruolo di Oroveso).

Norma sarà interpretata dal soprano Renata Campanella, mentre Pollione da Fabio Armiliato, tra i tenori più rilevanti della scena lirica internazionale. Il tema della scissione tra amore e vocazione è quello che impernia Norma. La storia è ambientata al tempo dei Celti, in una foresta sacra dei Druidi. Norma è una sacerdotessa del culto celtico. Si è consacrata a Dio, ma per amore tradisce la sua vocazione. Dall’amore per Pollione ha due figli. E con loro, porta in grembo anche la sua scissione: da un lato la ieratica sacerdotessa, dall’altro la donna che si confronta con l’amore e la maternità, che si scontra con la gelosia.

Rilevante in Norma, per la regista Maria Cristina Osti, è la metamorfosi femminile nell’opera. “Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma” spiega Maria Cristina Osti. “La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità. Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio, perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione. Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato” prosegue la regista. Per Osti “è il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale”.

Oltre a Renata Campanella e Fabio Armiliato nei panni rispettivamente di Norma e Pollione, Yulia Merkudinova è Adalgisa, Alberto Bianchi Lanzoni è Oroveso, e poi Vittoria Brugnolo (Clotilde), Stefano Colucci (Flavio), Diana Rivaroli e Francesco Ferri (Due Fanciulli), Daniela Patroncini e Paolo Garbini (Mimi). Gli attori sono di Operiamo e Casa della Musica e delle Arti. Le scene sono a cura di Alessandro Ramin, le luci a cura di Marco Cazzola. Direttore di scena è Kaori Suzuki. Lo spettacolo vedrà la presenza anche dell’Orchestra Città di Ferrara, che suonerà dal vivo. Direttore d’orchestra è Lorenzo Bizzarri, con il Coro “G. Verdi” di Ferrara diretto da Mirko Banzato

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