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CISPADANA: scoppia il ‘caso’ Alberone – CASA ABBATTUTA DOPO RICOSTRUZIONE POST SISMA. LEGA INTERROGA LA REGIONE: “BLOCCARE ESPROPRIO”

DiGiuliano Monari

Mag 1, 2016
colombarinaGli abbattono la casa, appena ricostruita dopo il sisma, per far passare la Cispadana. E 520mila euro di contributo post terremoto finisce in fumo. La Lega Nord - per iniziativa del capogruppo Alan
Fabbri - porta in Regione il caso di Franco Bastia, 66enne di Alberone
di Cento  che dopo 4 anni in un container rischia di non poter mettere
piede nella sua abitazione di via Colombarina Imperiale 26,
faticosamente risorta dalle macerie provocate dalle scosse.
“Comune e Regione non potevano non sapere, di tracciati si parla dal
2011. Sono fatti di una gravità inaudita, il disagio e il dolore di
Bastia pesano sulla coscienza del Pd”, attacca Fabbri che alla giunta
regionale chiede di “riferire in consiglio sul caso” e di
“intraprendere tutte le azioni utili a stoppare l’esproprio della
casa”, per “tutelare chi vi abita”. “Delle scuse sarebbero doverose.
Oltre al danno al cittadino, assistiamo a un enorme spreco di denaro
pubblico. Parliamo di cifre ingenti. L'intera operazione rischia di
mandare a monte oltre un milione di euro di denari pubblici. E questo
lo si poteva evitare fin da subito. La responsabilità va addebitata,
in primis, al Comune di Cento, e alla Regione, che non si è posta il
problema della ricostruzione unita al tracciato della Cispadana”, dice
Fabbri.
“E’ dal 2011 che i cittadini mettono in guardia Comune e Regione sui
rischi del tracciato. Puntualmente il Pd ha optato per il percorso
peggiore, che passa sopra le case. E il sindaco Lodi non dica che non
sapeva. La situazione attuale è frutto dell’indifferenza e della
superficialità di Comune e Regione, due enti che mostrano di non aver
mai dialogato e che agiscono per compartimenti stagni, e di un governo
che - nonostante conti un ministro ferrarese, Franceschini - ha deciso
sulla testa delle persone”.