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FERRARA: Ennesimo colpo inferto allo spaccio dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ferrara sui Baluardi

DiGiuliano Monari

Apr 26, 2014

carabinieri ferrara motoProtagonisti dell’insolita corsa, ancora una volta, i militari del nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ferrara. Questa volta e’ la mezza del 24 aprile quando, gli uomini del NORM estense, notano su un baluardo prossimo al sottomura, un uomo sostare e venire avvicinato da singoli giovani che, dopo aver scambiato qualcosa, si allontanano a piedi in varie direzioni. Considerata la zona, nota per le attività di spaccio e per le numerose operazioni effettuate proprio dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile nell’ultimo mese (che ha consentito di arrestare 10 tunisini sui baluardi) ed il modus operandi tipico dell’attività illecita posta in essere in loco, si è quindi immediatamente ed efficacemente predisposto un breve servizio di osservazione nei pressi della zona.

Individuato e ben osservato l’uomo di interesse che nel frattempo, era stato avvicinato da altri due extracomunitari, si è così intrapresa un’azione di avvicinamento coordinata al fine di sottoporlo a controllo, consapevoli del probabile tentativo di fuga dello stesso. E così, infatti, neppure il tempo di fare dieci metri in quella direzione che l’extracomunitario, apparso già particolarmente guardingo, probabilmente insospettito dal sopraggiungere di altre persone, sebbene in abiti civili, rapidamente ha inforcato la bicicletta in suo possesso e con una pedalata vigorosa ha imboccato la strada sterrata che porta dal bastione al sottomura, facendo lo slalom tra gente a spasso con il cane e altri che praticavano sport.

Intuita la direzione di fuga, è bastato allertare la pattuglia del Nucleo Radiomobile già all’uopo posizionate all’inizio di via Bologna e che, infatti, in pochi istanti, ha imboccato il sottomura sbarrando la folle fuga dello straniero che passata l’ultima curva verso via Bologna/Piazza Travaglio, se l’è trovata inaspettatamente davanti.

I militari, visto giungere il ciclista in fuga, scesi dall’auto di servizio, hanno così intimato l’alt all’uomo. Il tunisino, nel panico e vedendosi chiuso, ha così rallentato la corsa per poi riaccelerare tentando di schivare i militari uno dei quali però, prontamente lo afferrava per un braccio riuscendo a fermarlo. Lo straniero, nel frattempo, aveva lanciato un oggetto nell’erba e cercato di divincolarsi dalla presa, con ripetuti strattoni e spinte all’indirizzo di uno in particolare degli operatori, non riuscendo nell’intento solo grazie all’immediato intervento del collega. Vistosi sopraffatto alla fine ha desistito dall’atteggiamento aggressivo e, definitivamente immobilizzato, è stato accompagnato in caserma non prima di aver recuperato quanto dall’uomo lanciato alla vista degli ultimi militari, ossia un pezzo di hashish di oltre 20 grammi.

E così, mentre il fermato veniva condotto presso gli uffici per gli ulteriori accertamenti, gli altri militari, nel frattempo, hanno bloccato i due soggetti visti prima in sua compagnia, i quali non avevano nulla, neppure i documenti però e per questo sono comunque stati accompagnati in caserma per i dovuti accertamenti.

Il successivo controllo approfondito negli uffici, ha poi consentito di rinvenire sull’uomo che aveva tentato la fuga ben 140 euro in banconote di vario taglio tutte nascoste e suddivise sulla persona.

Al termine di tutti gli accertamenti, due dei tre tunisini sono stati arrestati.

 

Il primo, R.M. del 1962, dovrà rispondere di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacente, resistenza a pubblico ufficiale e false dichiarazioni a pubblico ufficiale sulla propria identità. A seguito del controllo accurato infatti, è anche emerso che aveva, ancora una volta fornito false generalità rispetto a quelle reali e documentate direttamente dal Consolato. Anche la nazionalità fornita era diversa da quella reale.

 

Il secondo invece, E.M. del 1984, privo di documenti, è stato arrestato esclusivamente per false dichiarazioni sulla propria identità personale, anche in questo caso accertata da controllo accurato.

 

Il primo è stato quindi condotto in carcere in attesa di giudizio mentre il secondo è stato rimesso in libertà in attesa anch’esso di essere convocato a processo.

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