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Striscione ‘verità su Giulio Regeni’ rimosso: il PD interpella il Consiglio Comunale

DiGiuliano Monari

Set 30, 2016

CENTO NON VOLTI LE SPALLE ALLA RICERCA DI VERITÀ PER GIULIO REGENI

In Consiglio comunale un ordine del giorno per aderire alla Campagna nazionale di sensibilizzazione sul drammatico caso del giovane ricercatore italiano

La scelta sullo striscione che chiede “verità per Giulio Regeni” deve essere presa nella sede più consona: in Consiglio comunale, l’Assemblea che rappresenta la Città.

Dopo la lettera aperta di Amnesty International al Sindaco ed alla Giunta, dopo le agenzie di stampa a livello nazionale che hanno raccontato all’Italia cosa era accaduto a Cento, dopo le reazioni di tanti cittadini che non hanno condiviso la scelta, forse troppo superficiale, di togliere quello striscione che rapresentava un simbolo di coscenza sociale, il Gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno per fare esprimere sulla vicenda l’Assemblea cittadina.

“Crediamo sia urgente per questa Amministrazione – è l’appello del Pd – interrogarsi su quale messaggio sta lanciando alla nostra Città e ai nostri giovani in modo particolare. Davvero vogliamo vivere in una società chiusa in sé stessa solamente perché una Giunta comunale non trova accordo su uno striscione che non dovrebbe essere di parte ma che anzi è un grande grido trasversale di impegno civile e sociale?

L’appello a tutti i Consiglieri comunale ed in particolare al Gruppo di maggioranza è a cancellare una decisione incomprensibile. “Si riconosca l’errore e si ponga rimedio”. Tutto qui. Nessuno chiede processi alle intenzioni o desidera speculazioni politiche. Si ponga semplicemente riparo ad un errore. Proprio come nel caso del patrocinio comunale dato con troppa leggerezza alla conferenza del Partito della famiglia.

Dall’insediamento ad oggi gli atti compiuti dalla nuova Amministrazione civica (dal sempre più evidente sapore di Centrodestra) si contano sulle dita di una mano. Meno di 20 le delibere di Giunta, per lo più conferme di deliberazioni precedenti o adempimenti di legge, meno di 15 quelle in Consiglio comunale. Numeri che fotografano un Comune ancora fermo dopo il rinnovo amministrativo (I numeri recentemente apparsi sulla stampa sono stati un po’ “gonfiati” contando anche gli ordini del giorno presentati dalle minoranze….).

Disarmante che tra i pochissimi atti di questa amministrazione ci sia la scelta di rimuovere lo striscione di Amnesty che chiedeva verità per Giulio Regeni.

La precedente amministrazione di centrosinistra aveva accolto con convinzione l’invito di Amnesty International, aderendo alla campagna di sensibilizzazione che impegna università, istituzioni, associazioni e tanti privati in tutta Italia.

“Lo striscione giallo, poco più di un metro quadrato, dava evidentemente molto fastidio – commentano dalla Segreteria del Pd centese – al punto che la sua rimozione è avvenuta nelle prime settimane dall’insediamento”.

Per ottenere una risposta sui motivi di questa scelta il Pd ha invece dovuto attendere mesi: all’interrogazione del primo agosto è infatti seguito un lungo imbarazzante silenzio terminato solo qualche giorno orsono con una risposta ancora più imbarazzante.

L’amministrazione ritiene di non aderire a nessuna campagna di sensibilizzazione nazionale o internazionale su edifici pubblici promossa attraverso l’esposizione di striscioni“. Poche righe inviate via mail al Gruppo consiliare. Così hanno inteso liquidare un gesto grave che vale anche come carta di identità dei valori di questa nuova amministrazione.

“Ovviamente – spiegano dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Cento – nessuno si era mai illuso, apponendo lo striscione sul Palazzo del Governatore di piazza Guercino (edificio che tra l’altro ospita le riunioni del Consiglio comunale, dopo l’emergenza terremoto) di risolvere il giallo sulla tragica morte del giovane italiano. Appare però gravissimo questo chiamarsi fuori che da’ un segnale di indifferenza quanto meno preoccupante”.

“L’Amministrazione comunale ha affermato che lo striscione era danneggiato. Anche se ciò fosse stato vero, cosa che non sembra, – proseguono dal PD – resta la scelta politica di una maggioranza eterogenea che appare da subito particolarmente in difficoltà nell’affrontare temi etici sociali e morali”.

La Città di Cento ha una lunghissima tradizione di civiltà e tolleranza. “Scelte come questa disonorano questa lunga tradizione e fanno il paio con il vergognoso ordine del giorno, proposto dalla Lega ed abbracciato dai sempre meno civici esponenti della maggioranza, con il quale civici e Destra hanno detto “no” all’arrivo di profughi. Due scelte – commenta ancora caustico il Pd – che sembrano accomunate da indifferenza e qualunquismo”.

Ora c’è la possibilità di porre rimedio. In Consiglio comunale, nel luogo più appropriato. Ora potremo riannodare quel filo di civiltà e impegno civile che sembra spezzato. E’ una vicenda esemplare. Un caso specifico per riaffermare un principio: Cento è una comunità sensibile e non chiusa in se stessa, sorda e cieca a quanto accade nel mondo.

Non sprechiamo questa occasione per stupide logiche di schieramento.

 

Partito Democratico di Cento

La Segreteria comunale

Il Gruppo consiliare

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