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Cento in Movimento: “IL CARNEVALE NON SI FA’! HIP HIP HURRA!”

DiGiuliano Monari

Gen 4, 2014

“Il carnevale a Cento quest’anno non si farà!” – E’ questo l’incipit di un  comunicato a firma Cento in Movimento che riportiamo qui di seguito integralmente – ” Titolano ultimamente i giornali. Per la precisione il “Carnevale d’Europa” gestito da un privato è giunto al suo epilogo. Siamo sicuri che sia del tutto un male? Siamo favorevoli  alla morte di un Carnevale privato come siamo assolutamente contro alla mancata manifestazione invernale, di una festa popolare antica e irrinunciabile da farsi nel centro cittadino. Difficile nelle condizioni post sisma ma, ripensato sia nei carri allegorici che nelle dimensioni, fattibile. La progettazione di questa possibilità richiede tempo, tempo che c’era se solo ci si fosse pensato subito. Il Carnevale è un’opportunità preziosa per la situazione difficile di Cento e rinunciarvi è pericoloso. Non crediamo possibile che senza la gestione di un privato, la manifestazione non possa esistere. Il Sindaco Lodi  ci rassicura sulla realizzazione di un’edizione estiva. Vorremmo sapere dove e in mano a chi. A quale privato, come da tradizione, verseremo il balzello invece che godere e far parte di una manifestazione popolare. Per anni il costo del biglietto di entrata alla manifestazione e la sua gestione a reso impossibile la partecipazione di famiglie con figli sia centesi che di paesi limitrofi. Abbiamo assistito alla presentazione di ospiti molto spesso imbarazzanti, alle società carnevalesche veniva riconosciuto un  ingaggio, che rendeva un vero e proprio esercizio di equilibrismo far quadrare i conti, spesso ci si indebita per l’anno successivo. Situazione resa possibile da un abile gioco che divise e divide i carristi. Dalle edizioni passate il maggior introito economico non è andato a favore della cittadinanza. Personalità varie  si sono accreditate il merito di aver reso famosa la manifestazione a livello non solo nazionale. Sono stati i  cittadini centesi, i carristi a renderla tale. La pubblicità l’abbiamo pagata noi, anno dopo anno. Questo “fermo attività” può dare una possibilità concreta per un cambiamento che già, apprendiamo, dalle parole di Giancarlo Dinelli (conosciuto come “Buco”) in un articolo sul Resto del Carlino, può concretizzarsi. Siamo in accordo con “Buco” per la realizzazione di un comitato di carristi forte e, aggiungiamo, in una gestione pubblica della manifestazione magari attraverso la Pro loco. Alle persone e autorità che puntano il dito dicendo che servono soldi per realizzare una appuntamento come questo credo che possiamo rispondere che servono molti soldi dove mancano idee. Una cittadina che è in grado di dar vita a tali “giganti”  allegorici può insegnare ad altri a farlo, può creare laboratori, corsi……si potrebbe pensare a un “laboratorio dei mestieri del carnevale” che porti lavoro, competenze, crescita di visibilità e introiti per la città. Riteniamo che sia tempo che i centesi si riapproprino del proprio Carnevale e che si impegnino a renderlo “produttivo” culturalmente ed economicamente.

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