• Gio. Set 29th, 2022

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diacoDi Giuliano Monari

Le ACLI di Bologna sono – da sempre – critiche riguardo all’utilizzo dello strumento ISEE, che regola l’accesso ai Servizi sociali e alle prestazioni assistenziali pubbliche. A quindici giorni dall’introduzione della nuova ISEE, al CAF ACLI di Bologna è già tempo di bilanci: «La principale criticità riguarda il fatto che, ancora, non vengono rilevati i pignoramenti o i finanziamenti, che incidono, anche in maniera significativa, sul reddito effettivo. E, oggi come oggi, è un problema di tante famiglie», queste le prime osservazioni del Presidente Provinciale delle Acli, Filippo Diaco. Che aggiunge: «Gli anziani sembrano essere i più colpiti dalle iniquità, in quanto, per loro, anche pochi mesi sono decisivi per cambiare la situazione economica. Nella nuova Isee si considerano spese di due anni prima, mentre eventi traumatici e patologie, che gravano sul loro bilancio, potrebbero essere insorte di recente». Diaco osserva, poi, che si è aggiunta maggior attenzione per i redditi percepiti all’estero e per i nuclei con familiari residenti all’estero, a dimostrazione di una maggiore consapevolezza da parte delle Istituzioni riguardo a situazioni sempre più presenti nel nostro territorio. «Ci auguriamo che queste modifiche nella valutazione dei redditi, operate nel tentativo di superare criticità conclamate come, ad esempio, considerare una media del saldo del conto corrente – e non più quello al 31 dicembre, non contribuiscano, invece, ad acuire il conflitto sociale, fra coloro che si troveranno a perdere le agevolazioni e coloro che le acquisteranno», ha proseguito il Presidente Diaco, la cui principale preoccupazione, pur apprezzando lo sforzo migliorativo del legislatore, è rivolta alle fasce più deboli della popolazione: «Auspichiamo una maggiore equità sociale, anche se permangono questioni aperte, come la penalizzazione delle famiglie numerose e di quelle composte da coniugi regolarmente sposati, e non da “genitori single di comodo”».

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