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SUCCO DI FRUTTA AL POSTO DEL LIQUIDO DI CONTRASTO: DELMONTE E MARCHETTI (LEGA), ESTENDERE A TUTTA LA REGIONE L’ESPERIENZA DEL SANT’ORSOLA 

DiGiuliano Monari

Nov 17, 2015

ananasBOLOGNA – “Estendere a tutti gli ospedali dell’Emilia Romagna l’esperienza del Sant’Orsola di Bologna che ha utilizzato il succo d’ananas in sostituzione del liquido di contrasto ‘Lumirem’ durante la risonanza magnetica ottenendo risultati identici per l’esame con costi di gran lunga inferiori ed evitando ai pazienti di ingerire sostanze chimiche”.

Lo chiedono alla giunta regionale i consiglieri del carroccio Gabriele Delmonte e Daniele Marchetti. Facendo riferimento al servizio giornalistico trasmesso, tra gli altri, da Report di RaiTre, gli esponenti della Lega Nord ricordano come l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, anche in un’ottica di razionalizzazione della spesa e con l’assenso di clinici e dietisti, ha sostituito il liquido di contrasto con il succo d’ananas, ottenendo risultati identici per l’esame. “In particolare – spiegano -, al posto del tradizionale liquido per radiografie e risonanze magnetiche, verrebbe utilizzato il succo di frutta con gli stessi risultati dal punto di vista clinico, oltre che il vantaggio per i pazienti che non dovrebbero ingerire il ‘Lumirem’, composto da ferro, metile e propile paraidrossibenzoato di sodio. L’utilizzo del succo, inoltre, comporterebbe un risparmio notevole in quanto un litro dello stesso costerebbe 0,80 euro rispetto ai 28 euro necessari per un litro di liquido di contrasto”.  “Frutti come l’ananas – aggiungono -, ma anche il succo al mirtillo nero, alla mela rosa, all’uva, alla mora, e alla barbabietola rossa, avrebbero particolari proprietà tali da aumentare il contrasto nel caso di visite specialistiche. E – continuano Delmonte e Marchetti -, sarebbero stati usati anche in altri ospedali come ad esempio all’Ospedale Maggiore di Crema che utilizzerebbe il succo d’ananas, come liquido di contrasto, per le risonanze magnetiche alle vie biliari in quanto permetterebbe di cancellare l’iperintensità del segnale bianco del succo gastrico duodenale”. “Per questo – concludono – invitiamo la giunta Bonaccini a svolgere approfondimenti su questa particolare tecnica valutando i benefici sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo salutistico per i pazienti assuntori e di allargare l’esperienza dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna a tutti gli ospedali del territorio regionale”.

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