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LETTERA IN REDAZIONE: Comitato Vittime della Pubblica Amministrazione “Viaggio frigor in sanità – Ringraziamenti e accuse”

DiLettera al Direttore

Gen 9, 2023

vittimepubblicaamministrazione@gmail.comTelefono +39 340 3169689

Alle Redazioni giornalistiche di Ferrara

LORO SEDI

Prot. N. 23/A/11

Oggetto: Viaggio frigor in sanità – Ringraziamenti e accuse

Nei giorni scorsi è giunta al Comitato la nota sotto riportata. Ci è sembrata uno spaccato corretto di ciò che si potrebbe incontrare nel percorso pubblico.

La disumanizzazione, rappresentata dal dileggio e dalla spersonalizzazione.

La professionalità dei medici che si deve esprime in 15 minuti qualsiasi sia il problema, ma anche personale attento, scrupoloso che al più presto ricadrà nel burn-out !!!

La pubblichiamo integralmente sperando di farvi cosa gradita.

Aldo Ferrante

Ringrazio i miei amici, che mi hanno in diverso modo supportata nello scrivere quanto segue, perché quando si sta male, si ha meno forza per la lotta. mentre il senso, per me, deve rimanere quello di combattere contro le ingiustizie e le espressioni di poca umanità.

la mia esperienza nella sanità è iniziata il 10 novembre 2022, al pronto soccorso di cona, con impegnativa urgente del mio medico curante.

le ore di attesa prima che comparisse qualcuno, le ho passate con gli anziani che, come me, erano rinchiusi nell’area covid, distesi su barelle, senza bere, senza mangiare e senza poter chiedere assistenza per andare in bagno, anche per molte, molte ore.

qui troverete delle infermiere (quelle di turno fino al mattino dell’11 novembre), la cui professionalità si dimostra nell’essere insofferenti, non salutare mai, dileggiare le persone più anziane, dando costantemente del tu ai pazienti più fragili, ma non agli altri, e rivolgendosi loro con appellativi del genere “nonno, dove credi di andare? Ma guarda questo che se ne va a spasso col pannolone, che simpatico!” A me, che camminavo avanti e indietro per il dolore che cercavo di alleviare con delle garze (o erano assorbenti?) inumidite in bagno, hanno intimato alterate che era inutile camminare e guardare, seppur con un occhio solo.

se ne trovano delle altre (quelle che hanno iniziato il turno alle 8 dell’11novembre) che hanno salutato, hanno sorriso, hanno procurato del te caldo, si sono rivolte a tutti con rispetto, pazienza e solerzia (e medicinali per le facili medicazioni).

ai quattro medici e alla tecnica radiologa che mi hanno visitata quella notte, mi è parso sia loro sfuggito che un paziente non è forzatamente incapace di intendere e di volere, che non sempre l’udito è compromesso, che qualificarsi è segno di rispetto.

nei mesi successivi, ho avuto a che fare con medici curanti che non ti visitano neanche quando è necessario, oltre ad essere difficilmente reperibili.

Con specialisti pubblici che godono nell’umiliare le specializzande davanti al paziente, per poi confermarne la diagnosi e prescrivere terapie con tre sostanze identiche per periodi tali da provocare dolore maggiore a quello inflitto dalla patologia stessa.

ho dovuto decidere da sola sulla priorità da dare alle mie risonanze magnetiche, perché medici e tecnici radiologi non erano d’accordo sul termine, la necessità, l’intervallo di tempo o tutte e tre.

con altri specialisti che non ti guardano mai in faccia, ricopiano al pc la documentazione che produci, si irritano con chi ha firmato l’impegnativa per la visita in questione e poi, incerti sul da farsi, chiedono conferma via whatsapp ai propri colleghi. Se poi osi fare una domanda, la domanda alla base del tuo problema, rispondono infastiditi che il tempo dedicato è stato già considerevole (15 minuti). forse è perché a questi specialisti pare venga imposto un timer per le visite da parte della asl di, appunto, 15 minuti a paziente? dove stiamo correndo? e perché?

con uno specialista privato che mi si è rivolto con il sorrisetto tipico dell’arrogante, dall’inizio alla fine della visita; costui mi ha prescritto ennesima sostanza del tutto inutile (dopo aver criticato quelle prescritte dagli altri suoi colleghi di cui ha voluto sapere nome e cognome); mi ha anche paventato operazione chirurgica con incerti esiti estetici sul viso, operazione che lui esegue, ovviamente. ma che, al secondo consulto presso suo collega, viene ritenuta del tutto inutile. 140 euro alla segretaria! Costei contenta mi chiede se adesso ci vedo bene con il collirietto …. povera donna, a furia di incassare straparla.

Onore all’ambulatorio 13 di orl dell’ospedale di cona, un’équipe con un’infermiera cortese e disponibile; un triage di giovani medici precisi, scrupolosi e disponibili all’ascolto, alle spiegazioni e alle raccomandazioni; un binomio di specialisti veloce, sicuro, volenteroso, accurato, flessibile e ad alta gradazione etica umana.

marta lucchetta