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CENTO: “IL SINDACO HA PARCHEGGIATO IL PSC IN CORSIA D’EMERGENZA”, l’accusa è di Rodolfi, Tassinari e Gennari

DiGiuliano Monari

Lug 25, 2013

Di Redazionepiazza guercino-rodolfi gennari tassinari

Attraverso la lettura della Nuova Ferrara – scrivono Rudi Rodolfi, Claudio Tassinari, Alessandro Gennari – “abbiamo saputo che il sindaco Lodi, senza confronti con i cittadini, gli imprenditori, le associazioni di categoria, ha deciso di “parcheggiare il PSC nella corsia di emergenza”… Ci domandiamo: Il PSC (che ricordiamolo è lo strumento urbanistico attualmente adottato e quindi vigente a Cento) è costato per la sua stesura circa 700.000 Euro della comunità, ha visto l’organizzazione di innumerevoli riunioni pubbliche coinvolgendo tecnici, ingegneri, architetti di alto spessore e ha recepito le proposte dei proprietari dai terreni che, a loro volta, hanno investito tempo e danaro per aderirvi. Il sindaco ha forse intenzione di bloccare la pianificazione urbanistica e l’economia di Cento per ancora chissà quanti anni con costi e danni da quantificare e pensa davvero che con le UMI (e la legge 16 sulla Ricostruzione) sia possibile rivedere in tempi brevi, vista l’attuale congiuntura economica, tutto quanto è stato adottato nel PSC? E perché il PSC, al pari di uno yogurt, dovrebbe scadere dopo 5 anni? Non è forse il POC (tutt’ora assente) ad avere questa durata? Il sindaco Lodi non spiega nell’articolo il motivo per cui ha intenzione di buttare tutto questo lavoro alle ortiche, cita solo che non “si deve far sorgere la città sulle proprietà dei soliti”. Perché non dice chi sono e perché il PD (suo partito) invece di uscire dall’aula il giorno dell’adozione non denunciò tutto questo? Il sindaco vuole mettere in dubbio il lavoro e l’onestà dei tecnici coinvolti nella stesura del PSC? E perché il sindaco Lodi dice di non ritenere “corretto” questo PSC quando la stessa Provincia di Ferrara non ne ha contestato la filosofia sottolineandone invece la bontà della struttura? Pertanto, quanti tra i privati e le aziende coinvolte, a fronte di questo ripensamento, potrebbero intentare cause al comune? Il sindaco farebbe meglio, se ha tecnici capaci di farlo, ad arrivare all’approvazione del PSC, dotando in questo modo la comunità di uno strumento in grado di pianificare il futuro urbanistico del territorio senza adombrare dubbi e senza continuare ad utilizzare il terremoto come scusa per le ingiustificate modifiche che intende attuare”.

©areacentese.com

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